Nicola Strambelli è un giocatore che, nel corso della sua carriera, ha probabilmente raccolto meno di quanto le sue qualità tecniche gli avrebbero consentito.

Inutile appigliarsi alla sfortuna, perché a volte ci si mette del proprio, anche con la scelta di mettersi in discussione, scendendo in categorie inferiori e trascinando squadre verso promozioni dalla D alla C o addirittura dall’Eccellenza alla C, come nel suo caso.

Negli ultimi anni ha maturato il salto di qualità definitivo e prova a cercare la continuità in giocate come quelle che hanno abbattuto il Catania.

Il terzo gol sarebbe una perla rara in Serie  A, figuarsi in Serie C. Ha fatto, però, notizia anche la singolare esultanza.

Il trenino a cui ha fatto da battistrada. Qualcosa che, però, l’anno scorso l’ha privato della possibilità di andare a vincere il campionato con il Lecce.

Un anno fa aveva praticamente firmato con i salentini.  Si misero di traverso i tifosi giallorossi. Il motivo? Proprio quell’esultanza.  Ogni qualvolta faceva gol, anche e soprattutto contro il Lecce, esultava in quel modo.

Non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che Strambelli è barese, tifoso del Bari e quella coregrafia, al Via del Mare, è stato visto come un affronto.  Si, perché negli anni ’90 i trenini del cobra Tovalieri con la maglia dei galletti hanno fatto la storia.

Oggi, a Reggio, la musica è cambiata.  I tifosi del Bari e della Reggina sono gemellati, rapporto che li unisce anche a quelli della Salernitana (ieri in curva  è spuntato qualche vessillo con l’ippocampo granata).