Sulla strada della Reggina c’è un Catania che propone tra i temi della sfida la presenza, nei suoi quadri dirigenziali, di Pietro Lo Monaco.

L’amministratore delegato, campano di nascita ma messinese d’adozione, negli ultimi anni è stato protagonista di molte dichiarazioni che non sempre hanno incontrato il favore di una piazza come Reggio Calabria, in cui, tra l’altro, ha anche lavorato come osservatore agli ordini di Lillo Foti negli anni ’90.

Difficile, ad esempio, dimenticare le polemiche per lo spostamento di un derby con il Messina (quando ne era proprietario) per ragioni di ordine pubblico dettate dalla concomitanza con la festa della Madonna della Consolazione o le accesissime polemiche quando il Catania giocò a Reggio su un prato devastato dall’incuria.

Ad inizio stagione Lo Monaco aveva estromesso la Reggina persino dalle squadre che avrebbero lottato per i posti migliori per i play off (leggi qui).

A ben guardare la classifica si può dire che avesse ragione, ma non erano stati messi i conto tanti problemi: quelli che hanno condotto a giocare quattro gare in campo neutro e, adesso, ad una situazione societaria tutta da decifrare.

E non bisogna dimenticare che la Reggina ha da recuperare due gare, seppur proibitive ed in trasferta contro Catanzaro e Viterbese.