Roberto Cevoli, dopo la partita con il Rende, ha detto che era già il momento di pensare alla Paganese.  Una squadra che ha una classifica bugiarda rispetto a quella che si legge.

Che si tratti di mettere le mani avanti (difficile in realtà) o di necessità di tenere la squadra sulla corda, cambia poco.

I tifosi si aspettano che la squadra batta i campani che sono una delle squadre più deboli del campionato.  Inutile girarci attorno.

Otto punti in otto partite, al momento, stanno sgretolando quel briciolo di fiducia che si era creata in estate, dopo l’anno fallimentare della passata stagione, sotto il profilo del coinvolgimento dell’opinione pubblica.

Occorre dare un segnale, perché fare le barricate a Rende è stato uno fin troppo negativo.   E poi c’è il calendario.

Allo stato attuale novembre non è certo ricco di impegni per gli amaranto, ma questa non è una bella notizia.

In attesa di capire quando si recupererà la partita di Catanzaro, ad oggi, ci sono solo due partite da giocare.

Una è quella è contro la Paganese e poi c’è da andare a Catania.  In mezzo il turno di riposo.

E non giocare equivale ad assistere ad una domenica in cui molti degli altri fanno punti, prima di andare ad affrontare una sfida al Massimino, quantomeno proibitiva.

Non fare bottino pieno contro i campani complicherebbe maledettamente i piani, sia sotto il profilo della classifica che del morale.