La Reggina è tornata da Potenza con un buon punto.  Un risultato che vale oro per molteplici motivi.  L’avversario aveva una caratura superiore per via dei tanti uomini d’esperienza e qualità che la rosa lucana aveva.  E non bisogna dimenticare che, a cinque minuti dalla fine, gli amaranto erano in dieci e sotto di un gol.

Nel finale, però, ci si è accorti come la squadra, sulle ali dell’entusiasmo, sia in grado di superare qualsiasi difficoltà: gap tecnico,  stanchezza o qualsiasi altra cosa.

Ali non è un termine casuale, perchè Tulissi e Sandomenico sono i giocatori che danno l’idea di poter vedere la porta e di creare pericolosità.  Se si considera che, per certi versi,  Ungaro è stato decisivo nella vittoria contro il Siracusa, ci si accorge che nelle idee di Cevoli, per alcune partite, non è escluso che si possa assistere ad un 4-3-3 simile a quello con cui l’Italia è tornata a farsi apprezzare.

Reggina e Italia: soluzioni simili

Fatte le dovute proporzioni: un tridente composto da Tulissi, Ungaro e Sandomenico con quest’ultimo riferimento centrale, all’occorrenza potrebbe anche essere assimilabile a quello composto da Chiesa, Bernardeschi e Insigne.

Volendoci aggiungere i tanti potenziali palleggiatori a centrocampo come Verratti e Jorginho (Salandria, Zibert, Petermann, Marino) e un Franchini alla Barella  ci si accorge che lo schema tattico, pur con qualità tecniche diverse, potrebbe non essere poi così diverso, togliendo imprevedibilità alla manovra.

Tassi, per il momento, sta dimostrando di poter far bene e si sta aspettando Alessio Viola, ma chissà che Cevoli non stia pensando davvero ad un’alternativa tattica senza punti di riferimento.