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Reggina-Catanzaro: otto mesi dopo, tutto quello che è cambiato: a partire dalla firma di Toscano

Sono passati più o meno otto mesi dall’altro Reggina-Catanzaro, quello in cui, nel primo tempo, i giallorossi diedero una vera e propria lezione di calcio alla Reggina.

Fu il primo segnale per la presidenza Gallo che, nel calcio, investimento non equivale a risultato e “nome” non corrisponde a vittoria.

Fu un primo tempo da incubo, in cui il Catanzaro prese letteralmente a sberle la Reggina che, però, ci mise del suo.

L’inferiorità di quella squadra nei confronti di quel sodalizio di Auteri venne incredibilmente amplificata dallo scellerato atteggiamento tattico e dalle scelte.

Una squadra, quella di Cevoli, che passò tutto l’anno a stare dietro la linea della palla, ma che, in quell’occasione scelse di giocare alta, di adottare un gioco offensivo, aggiungendo scelte audaci: quella di far giocare Procopio demolito dagli esterni avvesari, appena arrivato, e preferire il giovane Pogliano a Gasparetto, appena arrivato proprio come Procopio.

Una sorta di suicidio tattico, considerato che, la passata stagione come in questa, il Catanzaro ha una peculiarità: pagare le conseguenze del proprio gioco dispendioso nella fase finale delle partite.  Si possono inserire forze fresche, ma non è sempre la stessa cosa.

Il Catanzaro, in questa stagione, paga la cessione di D’Ursi che, al momento, non ha avuto un rimpiazzo che abbia avuto la sua stessa efficacia nel nome del gioco di Auteri.  Ha inserito Di Gennaro e Martinelli che hanno innalzato la qualità difensiva, ma paradossalmente il secondo ha tradito la sua esperienza nella gara contro la Reggina.

Sulla vittoria contro il Catanzaro c’è la firma enorme di Toscano.  E’ vero, la Reggina di quest’anno è sensibilmente più forte, esperta, fatta di giocatori abituati a vincere il campionato, ma è impossibile non notare alcuni aspetti..

Nel corso della partita non si è vista l’aggressione spasmodica ai portatori di palla avversari palesata nelle altre partite. Almeno non in maniera continuativa.

Il tecnico sapeva che con la qualità del fraseggio giallorosso sarebbe potuto equivalere a disperdere energie.

Davanti c’era un avversario che, in alcune fasi del match, ha messo in difficoltà la Reggina, ma era normale che potesse essere così contro una contendente di pari livello.

Se si contano i tiri in porta e le azioni pericolose, però, eccettuando il palo di Fischnaller (nato comunque da una ripartenza), ai punti gli amaranto hanno costruito di più.

Le scelte di Toscano hanno sbilanciato una partita equilibrata verso la parte amaranto, rendendo meritato il risultato finale.

A partire da Sounas, passando da De Francesco e Rolando spostato a sinistra per arginare con la sua velocità Kanoutè.

Per non parlare di Bellomo largo a sinistra dove il Catanzaro soffriva l’uno contro uno (anche dopo aver sostituito Statella che sembrava sulle gambe) e della scelta di giocarsela con il 4-2-3 finale

A ciò si aggiunge il fatto che è stato praticamente cancellato il dubbio che la Reggina fosse una squadra che arrivava stanca a fine partita.

Nel finale si è avuta l’impressione che gli uomini di Toscano andassero sensibilmente più veloce degli avversari,