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De Francesco: ‘Ho la Reggina dentro e sarà sempre così, Reggio merita di lottare per certi obiettivi, Toscano è un martello’

Passo indietro per Alberto De Francesco, almeno sul piano della categoria.  Dalla B con lo Spezia alla C con la Reggina. Non, per lui, però.

“Questo – ha evidenziato –  è un campionato che non ha nulla a che vedere con la Serie C. Se vai a giocare a Reggio Calabria, Catanzaro, a Catania o a Bari ti sembra di stare in Serie B. In Serie B, invece, avviene avviene il contrario”.

Tanta concorrenza nella nuova Reggina. “E’ inutile negare – ammette De Francesco –  che andare in panchina non è bello. Si devono, però rispettare le scelte dell’allenatore e i compagni, anche quando vai in panchina”.

La squadra sta già pensando al prossimo impegno:”Abbiamo già rivisto quello che non è andato con il Bari e ci siamo messi sotto per preparare la partita con la Vibonese. Andiamo a duecento all’ora con grande concentrazione negli allenamenti. Dobbiamo giocare ogni partita, con la prima e con l’ultima, al massimo. Con il Bari le motivazioni sono alte, con una di bassa classifica rischi di non averne. Questo non deve accadere.”.

Fermo da qualche settimana per infortunio, ha di fatto segnato nelle ultime due partite giocate con la maglia amaranto. Quella che a gennaio 2017 era valso un chiacchierato addio e quella d’esordio dopo il ritorno.

“Sono  – rivela – le emozioni più forti che ho avuto da quando ho giocato. Mi sono affezionato a questa città che mi ha dato tanto.  Quando si scende in campo lo si fa con la massima professionalità ovunque si giochi, quando sono in campo penso solo a dare il 100%. A questa maglia, però, sono particolarmente legato e lo sarò per il resto dei miei giorni. E’ una cosa che non posso controllare, ce l’ho dentro”.

De Francesco ha anche vissuto una Reggina meno ricca di quella di Luca Gallo. “Con i Praticò – evidenzia –  che sento sempre con affetto è stata una Reggina differente, ma per me bellissima. Ricordo con affetto anche Gabriele Martino. L’amore è sempre stato lo stesso da parte di chi seguiva la Reggina in quei momenti. Magari erano di meno, ma ti facevano sentire la loro presenza. Sono cambiati gli obiettivi, ma questa non è che una cosa positiva perché questa società merita di lottare per certi traguardi”.

Riguardo al calciatore a cui si ispira è chiaro:”Non mi ispiro a nessuno. Guardo calcio 24 ore su 24, soprattutto ammiro i grandi campioni. Cerco di apprendere il più possibile”.

Ed è chiaro anche sull’unica definizione che tutti utilizzano per definire Mimmo Toscano: “E’ un martello”.