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Reggina, altro che ridimensionamento: Gallo mette la freccia, altri 25 mln di investimenti

Quando  Luca Gallo arrivò e disse che portare la Reggina in Serie A era solo il 60% di ciò che avrebbe voluto fare qualcuno lo prese per pazzo.

In fondo il calcio è pieno di avventori che provano a farsi pubblicità, salvo poi naufragare. Il presidente della Reggina, invece, sta mettendo radici solide per il suo club investendo nelle strutture e impegnandosi nel lungo tempo.

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L’inaugurazione della sede, arrivata dopo quella dello store, rischia di essere una piccola nota a margine di un progetto a respiro molto più ampio.

Il fatto che la Reggina non stia ricorrendo grossi nomi sul mercato, dipende unicamente dalla scelta di prendere elementi abituati a giocare in Serie C e che diano garanzie sul piano della capacità di battagliare nel fango della terza serie.  Poi c’è voglia di non esporsi in maniera eccessiva, perché in fondo il risultato sportivo dipende da tante, troppe variabili.

Dove Gallo non intende tirarsi indietro è sulle strutture. Quelli che non sono investimenti  a fondo perduto.

3 milioni di esposizioni riguarderanno il Sant’Agata.  Un milione e duecentomila euro, tra soldi versati alla curatela fallimentare della Reggina Calcio e caparra per la la Città Metropolitana, serviranno per garantirsi il diritto al centro fino al 2040.  A ciò naturalmente vanno aggiunti i 100.000 euro annuali che andranno versati come canone da un certo punto in avanti.

Una struttura con sei campi di calcio, palestre, foresteria che, per il club, è destinata a diventare nuovamente un fiore all’occhiello e punto di riferimento per tutto il Sud, considerato che l’unica cosa simile da Roma in giù si vede solo a Catania (dove però ci sono anche margini più “commerciali”).

L’obiettivo è dare al centro la modernità che aveva perso, considerato che, di fatto, è fermo ai tempi della Serie A a livello di miglioramenti

Un milione e mezzo servirà per rifare totalmente il centro sportivo, rendendolo una struttura ancor più moderna e funzionale.

Per lo stadio, invece, in attesa di averlo in concessione, è già pronto il preventivo di spesa.

Sono pronti settecentomila euro per incaricare un pool di ingegneri ed architetti a imbastire un progetto che porti il Granillo ad essere uno stadio dotato di ristoranti, negozi, hotel e risorse tipiche degli impianti moderni.

Dopo ne serviranno più di ventuno per passare dalle parole ai fatti: per due terzi arriveranno dal Credito Sportivo e pertanto potrà essere una spesa dilazionata nel tempo e ammortizzata, diventando pienamente sostenibile soprattutto se la squadra negli anni dovesse scalare le categorie.