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Toscano:’La Reggina per me è tutto, nemo profeta in patria è solo una frase fatta’

di Pasquale De Marte – Mimmo Toscano torna a casa. Smette di essere tifoso della Reggina, solo perché ne è diventato l’allenatore dopo esserne stato giocatore. Una trattativa resa non facile dal vincolo precedente con la Feralpi Salò, non a caso il tecnico ha voluto ringraziare il club per averlo atteso.

Un destino già scritto non appena si è paventata la sola ipotesi.

“Non avrei – ha rivelato durante la sua presentazione – preso in considerazione altre ipotesi. Il mio sogno era tornare nella mia città e sedermi su quella panchina. Ci aspetta un cammino duro. Nemo profeta in patria è solo una frase fatta. Sarà il nostro lavoro a poter cambiare le cose. Ho avuto notti insonni, so che responsabilità ho e non vedo l’ora di iniziare. Il presidente Gallo mi ha trasmesso entusiasmo, motivazione ed ambizione.”.

Il tecnico è conscio delle difficoltà: “Ci aspetta un campionato difficile e da una base che equivale al settimo posto. Ci sono squadre più avanti di noi e noi dovremo recuperare. Il torneo sarà pieno di piazze agguerrite che, come Reggio, vorranno essere agguerrite”.

Non sembra smanioso di conoscere i nomi dei protagonisti che dovrà allenare:”La squadra e i nomi dei giocatori sono l’ultimo dei mie pensieri. Bisogna avere le idee chiare sulle direzioni. Tutte le componenti possono portare dei punti. Tutti uniti possiamo fare qualche punto in più”.

“Prima – prosegue –  sceglieremo gli uomini e poi  calciatori. Ho imparato che, in questo campionato, questo fa la differenza, assieme ad una mentalità votata al lavoro.  La base ci ha portato 55 punti e non sono pochi. L’acquisto da confermare però è il pubblico che ho visto contro il Monopoli. Mi sono entusiasmato a rivedere il Granillo in quel modo”.

Toscano fa sapere che non è un integralista:”I moduli servono più ai giornalisti che a noi. Tutto dipenderà dal materiale che riusciremo a portare a Reggio. Cerchiamo uomini che siano funzionali alle nostre idee, non solo tattiche. Dopo cercheremo di costruire sulla rosa il vestito migliore”.

“La squadra – prosegue –  che voglio deve saper lottare, essere aggressiva ed essere in grado di giocarsela su chiunque. La mia squadra ideale non molla mai. Squadre che giocano bene al calcio nel girone C ne ho viste poche. Ho fatto il girone B ed è un campionato completamente diverso. Per questo sceglieremo calciatori che si sposano con le caratteristiche del girone”.

“La Reggina – conclude –  per me è tutto. E’ la mia infanzia, mi passa tutto davanti. Un film delle emozioni che hai da ragazzino, poi su questo campo ci ho anche giocato e vinto. Oggi mi ritrovo su questa panchina e dire che sono felice non rende l’idea.