Mimmo Toscano è uno che a Reggio non ha bisogno di presentazioni. Sia perché, sopratuttto a livello di Serie C, è stato un ottimo calciatore, protagonista di una strepitosa promozione. Sia perché é un reggino non di una zona qualunque, ma di una di quelle dove il cuore amaranto pulsa innegabilmente di più per varie contingenze: il Viale Aldo Moro/Gebbione.

La vita ed anche l’amore lo hanno portato a vivere a Rende. Un’ora e mezza da casa, in fondo la distanza non è poi così ampia e le capatine sullo Stretto sono rimaste frequenti.

La fede amaranto non l’ha mai persa. Una volta con la maglia dei silani fece gol al Granillo: non esultò, anche se alla fine perse comunque.

In un’intervista rilasciata qualche anno fa a Tutto Novara dichiarò: “Sono cresciuto nelle giovanili della Reggina, ci ho fatto vent’anni, mi sembrava un po’…..irrispettoso”.

In amaranto resta indelebile la promozione del ’95 in cui, tra gli altri, c’era anche Roberto Cevoli.  Ad un certo punto, però, perse il posto e come dichiarò lui stesso fu Simone Perrotta, non uno qualunque, a rubarglielo: “E’ arrivato e….mi ha rubato il posto !!! Gli anni in cui giocavo io lui era un ragazzino, proveniva dalle giovanili. Poi ha dimostrato di essere un giocatore importante. Giocavamo nello stesso ruolo: centrocmpista esterno. Forse io avevo meno qualità, ero un “portatore d’acqua”, mentre in lui si intravvedevano già le doti di un grande campione”.

In quegli anni esplodeva anche Alfredo Aglietti: ‘“Era un gran rompiscatole !!!! A parte che se non faceva goal andava su tutte le furie e per noi “portatori d’acqua” che dovevamo rifornire l’attaccante. Era molto esigente, da attaccante vero. Quell’anno ha fatto 20 goal in Lega Pro e 24 l’anno successivo in Serie B. A Reggio ha lasciato il segno, là ha iniziato la sua carriera, poi è andato a Napoli, Verona, Chievo. Però un rompiscatole in campo mica da ridere !”