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Il Messina (l’Fc) vuole Balistreri, quello del 30 maggio, e un reggino in panchina

Un anno dopo l’estate in cui, a lungo, il Messina ha pensato a Ciccio Cozza come allenatore, si scatena un’altra situazione che forse in un calcio più romantico non avrebbe senso d’esistere.

Lo scorso anno furono i tifosi  a mettersi di traverso affinché lo storico capitano amaranto non si sedesse sulla panchina peloritana con decine di striscioni eloquenti.

A Messina adesso sta accadendo qualcosa di difficile da interpretare.  L’Acr Messina, compagine che ha ereditato la storia e il blasone del calcio messinese, è rimasta a Sciotto, inviso alla piazza peloritana.  Si sta per fondere con il Camaro ed è pronta a rilanciare le proprie ambizioni dopo anni deludenti.

Poche settimane fa è naufragata la trattativa per la cessione al solido imprenditore Arena, milanese ma messinese d’origine.

Quest’ultimo ha appena acquisito il Città di Messina.  La squadra che non ha nulla a che vedere con la storica tradizione peloritana, presto si doterà del marchio dell’Fc Messina, il marchio con cui il Messina ha fatto la Serie A.

Per alcuni tifosi, stufi di Sciotto, si inizia a delineare la prospettiva di abbandonare l’Acr e puntare tutto su una società nuova di zecca, forse con più disponibilità e con un logo comunque storico.

La notizia è che si stanno cercando diversi personaggi che hanno a che fare con la Reggina. Secondo Messina Sportiva il tecnico potrebbe essere l’ex Vibonese  Vigor Massimo Costantino, residente a Lamezia, nato a Milano da genitori reggini e dichiarato tifoso amaranto.

A ciò si aggiunge il catanese Giuffrida, un anno fa a Reggio, e Pietro Balistreri.

Si, il giustiziere del Messina (l’Acr si intende) nel play out del 2015. A 33 anni continua ad essere un fattore per la Serie D, ma è singolare che possa tornare nel San Filippo e averlo come stadio amico.

Ci sono altri reggini nel mirino: Crucitti, Forgione e Lavreni.