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Reggina: quanto potrebbe costare il Granillo? Un esempio recente chiarisce le idee

Luca Gallo vuole fare le cose per bene.  Reggio Calabria ha capito che non si tratta del solito speculatore che prova ad investire nel calcio o di uno sprovveduto che pensa solo a sperperare.

La scelta di puntare sulle strutture certifica la mentalità imprenditoriale del patron che si è innamorato di Reggio, ma vuole creare una struttura solida che possa reggere nel tempo. In fondo non c’è nulla di male nel sostenere che i risultati vanno di pari passo col business.

Avere un imprenditore solido alle spalle , per la Reggina, può davvero agevolare tutto.

E’ noto come, fino al 2040, la società è destinata ad avere il Sant’Agata.  Dopo aver acquistato la concessione che era in mano alla curatela della Reggina Calcio, il club conta di vincere il bando che le permetterà di avere il centro sportivo pagando il canone annuo di 100.000 euro annui.

Stesso discorso sarà fatto sul Granillo. La Reggina, in quel caso, conta di avere una concessione ancora più lunga, intervenendo pesantemente  sulla struttura, rendendola un vero e proprio gioiello per l’Italia meridionale.

Questo, però, potrà accadere solo dopo che il Comune avrà emanato il bando. In questi casi non serve molta fantasia, si prende un bando proveniente da altri territori e lo si adatta alle esigenze di quello in oggetto.

Il Lecce, ad esempio, conta di avere il Via del Mare in gestione. Secondo quelli che sono i dati pubblicati dalla Gazzetta dello Sport. chi vorrà (cioè la società Us Lecce) la concessione a lunga scadenza  (2049) dell’impianto avrà due opportunità: un pagamento unico e tramite un canone annuale.

Chi vuole vincere il bando versando sull’unghia la cifra dovrà versare nelle casse del Comune 5.300.000 euro.

Chi, invece, vorrà rateizzare la cifra dovrà pagare 328.7888 euro.

Considerato che l’obiettivo di Gallo sarebbe quello di modernizzare la struttura è lecito credere che, almeno sullo Stretto, le cifre potranno essere considerevolmente minori.

Va ricordato come, ad oggi, l’impianto per il Comune sia più che altro un peso dati i costi manutenzione non una risorsa.