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Il figlio di Furia è diventato grande, sempre con la Reggina nel cuore

Missiroli non è un cognome tipicamente reggino. Lo è diventato. Merito di un ragazzo che dall’Emilia Romagna ha fatto innamorare i tifosi amaranto con le sue corse.

Era Battista, ma lo chiamavano Furia. Non c’è più, ma c’è una generazione di tifosi che non potrà mai dimenticarlo. A Reggio ci ha messo radici e ha lasciato un’altra solco nella storia amaranto
Quello tracciato da Simone. Oggi compie 33 anni.

Il ragazzo, figlio di Furia, è diventato grande. Ha raggiunto la maturità calcistica, diventando un calciatore affermato in Serie A.

Se la Spal è diventata una squadra solida lo deve allo spostamento del centrocampista davanti alla difesa.
Si, lui che a Reggio si diceva non avesse un ruolo si è scoperto poterli fare tutti.
Mazzarri, su di lui, ci aveva visto lungo, portandolo in prima squadra a soli diciott’anni.

Mai una parola fuori posto. Non si è mai sentito arrivato, non si è mai montato la testa. Il campo, non a caso, parla chiaro. Dichiarato tifoso amaranto, ha la maglia della Reggina come seconda pelle

Ci è cresciuto, le ha persino fatto gol e ovviamente non ha esultato.

Ha messo a fuoco il proprio nome nella storia del Sassuolo e sta facendo quella della Spal.

33 anni per un calciatore sono tanti, non per uno che sta bene come lui. Ha un cerchio da chiudere in carriera con la Reggina ed il primo ad augurarsi che la società amaranto sia tornata così in alto per riabbracciarlo è proprio lui. Non adesso, però.