La Reggina manca dalla Serie A da dieci anni. Sogna un giorno di tornarci grazie alla proprietà targata Luca Gallo, ma a volte si abbia l’impressione che la traccia amaranto lasciata in massima serie sia davvero evidente.

Dopo Antonio Cassano che invitava Icardi a giocare nell’inferno del Granillo e contro una buona squadra come quella amaranto dell’epoca, dopo Vincenzo Montella e Ancelotti che si auguravano che una portabandiera del Sud come quella dello Stretto tornasse presto in auge, tocca a Daniele De Rossi, a suo modo, tributare un attestato di stima nei confronti.

Nel giorno del suo addio alla Roma e al calcio italiano.

Quando ha dovuto citare gli avversari che lo hanno fatto sentire importante per aver trovato ambienti difficili, non ha citato stadi o squadre a caso.

Oltre alla Lazio, infatti, ha messo nel calderone Bergamo, Napoli e si, proprio, il Granillo.

«Continuo – ha detto – ad amare tantissimo la mia squadra così come i miei avversari. Avversari stupendi. L.’astio che ho sentito nei derby, a Napoli, a Bergamo, a Reggio Calabria, mi hanno fatto sentire vivo. Il calcio è anche ignoranza, è stato bello avere dei nemici che si sono identificati in me».