“Per come ragiono io, siamo arrivati ad un punto dove possiamo pensare solo a noi stessi. Dopo penseremo ai risultati delle avversarie. Oggi non facciamo tabelle, pensiamo solo a noi”.

Diego Conson, capitano della Reggina, vuole che da ora in avanti gli amaranto pensino solo a loro. Vincere le ultime tre partite (una è già in saccoccia contro il Matera) equivarrebbe a raggiungere i play off senza pensare agli altri. Ha parlato da ospite della trasmissione di ReggioTv, Fuorigioco.

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L’exploit di Cava ha risollevato il morale della Reggina. “A livello mentale – rivela l’ex Sambenedettese – ssentivo un’aria pesante. Un evento favorevole serviva come il pane, fortunatamente è arrivato proprio ieri. Adesso siamo padroni dell nostro destino”.

L’avversario metelliano non era dei più agevoli, per stessa ammissione del capitano. “La Cavese – è una squadra allenata da un buonissimo allenatore. Li abbiamo aspettati per colpirli in contropiede. E’ stata una scelta del mister che ci aveva chiesto anche di usare i lanci lunghi”.

E’ uno spogliatoio unito quello della Reggina. “Il gruppo – afferma Conson –  c’è sempre stato. Tra mille difficoltà. Anche i nuovi si sono integrati al meglio. Bellomo, al gol di Martiniello, ha corso sessanta metri per andare ad abbracciarlo dalla panchina”.

Il ritorno alla vittoria è coinciso con quello del tecnico che aveva iniziato la stagione. “Cevoli – rivela Conson –  non ha portato nulla a livello materiale. Ci ha dato una scossa, proveremo a non fermarci e ad affrontare le ultime due partite con la testa libera. Pensiamo solo a giocare e a cercare di vincere. La partita di sabato sarà quella più importante del campionato e grazie ai tre punti di Cava potremo affrontarla con uno spirito diverso. Ci aspetta un avversario difficile e forte, ma anche loro sanno che noi non siamo da poco”.

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Quando gli si chiede cosa non ha funzionato con Drago non dice cose banali: “Con la difesa a tre mi sento più tranquillo, in realtà ci sono cinque difensori, il play basso fa da schermo e le mezzali ci danno una mano. Ognuno deve poter portare le idee tattiche che crede. Il mister non conosceva questo campionato. Non sa che a volte il bel calcio si deve andare a vedere in Spagna. L’importante in Serie C è lottare su ogni pallone, fare una corsa in più per i compagni. Non è colpa sua, forse ci è mancato questo spirito di sacrificio. La partita contro il Catania è stata una partita di un’altra categoria, i loro difensori ci aspettavano nella loro metà campo e io riuscivo a portare palla più avanti possibile e non mi sono sembrati in buone condizioni fisiche”.

E sull’esonero di Cevoli: ‘Non me lo aspettavo. Il mister ha sofferto con noi da luglio a gennaio, quando avevamo problemi persino con l’acqua calda. Contro il Catanzaro abbiamo sbagliato, perché il mister voleva togliere aria al loro gioco. Io difensore provavo l’anticipo con settanta metri di campo alle spalle, se andava male diventava difficile rincorrere Kanouté e D’Ursi.  Non credo ci fosse pressione per i tanti tifosi presenti, perchè se io vedo la curva insieme a undici-dodicimila persone l’erba me la mangio. Per i tifosi della Reggina non ho più aggettivi: cantano dal primo all’ultimo minuto”.