Roberto Cevoli è tornato a guidare la Reggina. E’ una settimana complicata perché davanti c’è un avversario che, soprattutto in casa, è molto rognoso.

All’andata ha già dimostrato di poter fare male agli amaranto e c’è il problema di dover fare i conti con qualche infortunato di troppo, senza dimenticare lo squalificato Salandria.

Nove partite rappresentano un lasso di tempo importante e che, di fatto, non sarà facile da cancellare, considerato che in questa fase si è totalmente stravolto il modo di giocare della squadra rispetto all’equilibrio che si era trovato con il tecnico sammarinese.

Già detto del fatto che si proverà a mettere subito a frutto le reminiscenze di un sistema di gioco che aveva dato frutti importanti, prima del tonfo interno contro il Catanzaro, esiste un altro problema che lo staff di Cevoli ha dovuto mettere in conto.

Massimo Drago, praticamente dopo l’esordio, rivelò che il lavoro del gruppo fino a quel momento era stato apprezzabile, ma che la preparazione fisica non dava risposte per le sue esigenze.

In particolare mise l’accento sul fatto che la squadra lavorava principalmente sul “fondo”, ossia puntava più ad arrivare in condizione nel finale delle partite che ad essere subito brillante.

Una scelta forse dettata dalla poca conoscenza del girone C, dove molto spesso le partite si risolvono nell’ultima parte della partita, quando gli spazi si aprono e chi ha meno qualità inizia a correre di meno.

Sta di fatto che, in questa settimana, la squadra pare aver nuovamente intrapreso le scelte di Cevoli anche in fatto di preparazione fisica. Bisognerà capire come il gruppo risponderà e se, da subito, tornerà ad essere capace di stare meglio degli altri nel finale.