Era la tredicesima giornata. La Reggina perdeva a Catania allo scadere per un errore di Confente e proseguiva il suo momento negativo.

Numeri insoddisfacenti: tre vittorie, tre pareggi e ben sei sconfitte con solo nove gol subiti e quindici reti realizzati.

Meno di un punto a partita, fino alla svolta: la vittoria con il Rieti in rimonta (da 0-2 a 3-2 al 96′). Da allora in avanti è stata praticamente un marcia trionfale. A quella con i laziali seguirono l’exploit di Lentini con la Sicula Leonzio, la sconfitta in casa con la Cavese, ma anche la vittoria a Caserta e il successo sulla Vibonese.

Quindici punti in sei partite che hanno permesso di concludere il girone d’andata a 27 punti all’ottavo posto.

Oggi la Reggina, per centrare i play off, è chiamata, di fatto, a ripetere lo stesso ruolino di marcia.

A lungo si è discusso di come il girone di ritorno sia stato un po’ deficitario per gli amaranto, soprattutto dall’arrivo di Drago in poi.

C’è però qualcosa da sottolineare: la squadra, sul campo, ha ottenuto diciassette punti, cinque in più del girone d’andata rispetto allo stesso momento.

Il tutto è chiaramente vanificato dagli otto punti di handicap arrivati per decisione del giudice sportivo, ma dovesse arrivare uno sconto (magari due punti) il miglior cammino del girone discendente servirebbe, di fatto, ad annullarlo e avendo praticamente lo stesso bottino dell’andata,

Senza la penalizzazione Conson e compagni sarebbero praticamente certi di disputare i play off in una posizione vantaggiosa.

A ciò si aggiunge il fatto che, nelle ultime cinque-sei partite, la fortuna non è stata clemente con il sodalizio amaranto. Gol preso negli ultimi cinque minuti a Castellamare, pareggio subito dal Rende al 93′ e rigore fallito con il Potenza sono gli episodi che, al momento, avrebbero conferito ancora più fiducia e punti in clasifica.

+