Erano 11.000 contro il Catanzaro, 9.000 contro il Catania. La Reggina, nelle partite che contano, sembra aver ritrovato feeling con il grande pubblico.

Stesso calore, ma diverso feeling della squadra con i match.  Merito di tanti aspetti, primo fra tutti il fatto che i rossazzurri, a differenza dei giallorossi di quella fase, corrono molto meno e il passo degli uomini di Drago, grazie al richiamo di preparazione fatto grazie alla sosta, sembra essere decisamente migliorato.

Quello che, però, è apparso evidente è che la squadra amaranto è arrivata preparatissima sotto il profilo tattico al match.

Sia in fase difensiva che in fase offensiva. Nessuna gabbia attorno allo spauracchio Lodi che, molto spesso, è rimasto libero di manovrare senza particolari pressioni (solo ogni tanto ci provava Bellomo).

La scelta è stata quella di stringere immediatamente le linee nel momento in cui il talentuoso ed esperto centrocampista prendeva palla.  Ci è riuscito solo una volta a trovare l’imbucata giusta per Bucolo, Confente, però, ha chiuso la saracinesca.  La squadra nel complesso è riuscita a restare molto corta, beneficiando di un avversario che ha dato l’impressione di averci capito poco e non solo perché, forse, ha sottovalutato l’impegno.

La Reggina, nelle scorse partite, ha sofferto soprattutto le catene avversarie, invece quasi mai gli etnei sono andati a ricercare ampiezza. Drago però, anche per quest’evenienza, sembra aver trovato le contromisure, scegliendo di tenere i terzini più bloccati.

La scelta vincente è stata quella di aver piazzato Bellomo proprio alle spalle dei centrocampisti etnei e, complice una difesa che ha spesso letto male le situazioni non uscendo mai con alcun centrale, il talento di Bari è stato una vera e propria spina nel fianco.

La totale assenza di pressing avversario poi ha permesso  a De Falco di giocare la migliore partita da quando è a Reggio. La sensazione è che Drago abbia ormai capito che per farlo rendere al meglio ha bisogno al suo fianco di elementi come Zibert, Marino, Salandria e Franchini che sono in grado di recuperare palla, inserirsi e all’occorrenza far girare il pallone.

Da benedire la scelta di rinunciare alla difesa a cinque, considerato che se Gasparetto e Conson continuano ad essere questi non ha senso rafforzare il pacchetto arretrato. Da quando Drago è a Reggio, la squadra ha subito solo tre reti in sette partite.

Il problema era quello del gol e contro il Catania l’eccellente prestazione di Doumbia (bravo a portarsi a spasso l’intera difesa) e un ispiratissimo Strambelli hanno azzerato il problema. Il fatto che il francese spesso si muovesse verso l’esterno  e il barese andasse a trovare gloria in mezzo all’area non è stato certo un fattore casuale.

E’ la seconda vittoria di Drago, ma questa probabilmente è più sua. A Siracusa la partita l’hanno vinta i calciatori e lo stesso dovranno fare a Rieti.  L’avvicendamento tecnico è stato fatto proprio per gestire meglio partite di un certo lignaggio ed evitare figure come quelle del primo tempo contro il Catanzaro, al di là dei risultati finali.