Vigilia di Reggina-Catania. Una sfida molto sentita, fondamentale per le speranze delle due squadre di rincorrere i propri obiettivi.

Occorrerà tirare fuori le unghie e anche qualcosa di più, per gli amaranto, dopo quindici giorni di lavoro resi possibili grazie alla sosta.

“Abbiamo – ha detto Massimo Drago – lavorato sotto l’aspetto fisico. Abbiamo migliorato la condizione di chi ha giocato di meno. E’ stato un periodo importante per portare tutti quanti al meglio. Ci siamo impegnati anche sulla testa, cercando di limare quelli che sono gli errori che non ci hanno portato a fare quei punti che ci necessitavano”.

Drago ha svelato anche il retroscena dell’incontro tra il gruppo e il patron Gallo.

“Il presidente è stato come al solito molto positivo. Ha incoraggiato i ragazzi. Mi dispiace che purtroppo stiamo andando al di sotto delle aspettative sue e della gente. Ho detto anche ai giocatori che è in tante occasioni ci siamo create delle occasioni da soli. Giocare in cinquanta minuti con un uomo in meno, con una condizione fisica non al 100%, non ce lo possiamo permettere. Ho parlato di furbizia che è mancata, come ad esempio nella gara con il Rende. Abbiamo perso punti importanti negli ultimi sei minuti, nonostante siamo un gruppo esperto. Dobbiamo avere più cazzimma, che non vuol dire cattiveria”.

“La squadra – prosegue il tecnico in merito alla sfida con gli etnei. – è consapevole di giocare una partita fondamentale. Tutti vorrebbero giocare questa partita. Gare che non centrano niente con la Serie C. Ci sarà un pubblico entusiasta, dobbiamo spingere affinché stia il più possibile dalla nostra parte”.

Inevitabile un giudizio sugli avversari: ‘All’inizio del torneo avrebbero dovuto passeggiare sul campionato. Purtroppo non vince chi spende di più o ha più esperienza in categoria superiore. Vincono i programmi, non è facile farlo con il favore dei pronostici. Davanti avremo gente che ha calcato altri palcoscenici, ma questo non ci deve preoccupare. Undici siamo loro, undici siamo noi e ce la giochiamo alla grande. Bisogna contrastarli cercando di togliere spazio alle loro giocate di elementi come Lodi, giocando stretti’.

Ecco la conferenza completa: