Massimo Drago, fino al momento, non è riuscito ad imprimere la svolta che ci si aspettava.  L’esonero di Cevoli era finalizzato a mettere al timone di una rosa dal buon curriculum un tecnico che fosse in grado di dare un’identità ad un gruppo chiamato al salto di qualità che non è mai avvenuto.

La Reggina non vince ormai da cinque partite ed è inevitabile che si punti il dito sul tassello che, al momento, è l’unico cambiato tra questa squadra che fatica contro chiunque e quella che, invece, riusciva a ottenere i risultati pur senza incantare.

Un mix di determinazione e buona sorte che aveva portato a vittorie come quella di Bisceglie, dove la prestazione non era stato certo meglio di quella di Pagani.

Reggina-Catania sarà la partita di Massimo Drago. Lo sarà perché è innegabilmente sul banco degli imputati di questo momento di scarsi risultati. Lo sarà perché é un ex (ha giocato con la maglia rossazzurra), ma soprattutto perchè ha rifiutato la panchina etnea. Riteneva che quel gruppo non avesse i connotati giusti per sposarsi con il suo calcio, a differenza della rosa amaranto.

Sarà la sua partita perché ha avuto due settimane per prepararla e per imprimere un cambio di marcia sia sul piano del gioco e della mentalità.

La partita è di quelle complicatissime, ma la Reggina ha armi da contrapporre alla corazzata etnea.

In un modo o nell’altro Massimo Drago sa che questa partita darà risposte che potrebbero anche andare al di là del risultato.

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