Walter Alfredo Novellino. Un allenatore che, in carriera, ha vissuto palcoscenici ben più prestigiosi della Serie C, ma che ha scelto Catania per ripartire aggrappandosi all’idea di riportare la corazzata rossazzurra in Serie B attraverso i play off o, se dovesse riuscire il miracolo, il primo posto.

Bisogna rimontare sei punti alla Juve Stabia in sette partite. Bisogna vincerle tutte e al Granillo gli etnei si presenteranno con un ruolino di marcia che fa paura: due vittorie consecutive, contro due corazzate come Catanzaro (a domicilio) e Juve Stabia.

I rossazzurri sembrano aver ritrovato, convinzione e smalto. Il tecnico irpino ha lavorato soprattutto sulla testa. E’ stato protagonista di scelte coraggiose come tenere fuori un top player come Curiale e nelle ultime giornate ha rinunciato alla sua difesa a quattro (marchio di fabbrica), preferendo il 3-5-2 impreziosito dall’aver ripescato l’esperto Marchese, esterno sinistro finito ai margini del progetto con Sottil.

Nessuno ha dimenticato quanto deludente sia stata la sua esperienza a Reggio Calabria.  Era l’anno di Buscè e Volpi, quando gli amaranto dovevano ammazzare la Serie B, finirono per rischiare di retrocedere e Novellino fu allontanato dopo neanche dieci partite.

A distanza di dieci anni e al di là delle frasi di circostanza, considerato che è anche cambiato tutto nella società amaranto, la voglia di rivalsa potrebbe esserci ancora.

Novellino, al momento, è riuscito a riportare quasi ventimila persone al Cibali. Contro la Juve Stabia c’era una cornice degna di altre categorie. “I tifosi – ha dichiarato Novellino a La Sicilia – sono stati eccezionali: tanta passione e colore”.
Poi sguardo oltre lo Stretto e alla trasferta di Reggio: “La Reggina è una squadra costruita per fare bene ed è una gara molto sentita”.
Il tecnico ritiene quella di Reggio una partita ancora più difficile di quella con la capolista: “Sarà una sfida particolare, perchè nasconde insidie particolari. Guai ad esaltarsi”.