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Reggina, Gallo in città e le buone notizie sono tre

Avere un presidente che non risiede in città è una novità per la Reggina e Reggio Calabria.  Ci si chiedeva come la cosa potesse essere affrontata, la realtà dei fatti sta raccontando che, al momento, si può tranquillamente ovviare con una struttura affidabile che si sta costruendo e, soprattutto, con l’intelligenza di chi sta al comando.

Ogni venuta del patron in riva allo Stretto assomiglia ad un colpo di teatro, con qualcosa che in qualche modo può essere considerata funzionale a ciò che può essere il meglio per la Reggina.

Una testimonianza credibile, in tal senso, arriva da questi giorni. I risultati poco esaltanti della squadra avevano in un certo senso fatto credere che, in qualche modo, il grande entusiasmo dell’imprenditore romano potesse, in qualche modo, affievolirsi.

Il feedback che arriva dagli ultimi giorni racconta una verità totalmente opposta.  La prima buona notizia, infatti, è che attraverso la creazione di un profilo Twitter sorge la voglia di Gallo di sentirsi chiamato in causa direttamente dalla tifoseria, quasi a volersi immedesimare sempre più in un contesto che non gli apparteneva e che oggi vuole sentire proprio.

Il fatto che la cosa si verifichi dopo un periodo non positivo, a livello di prestazioni sul campo, tranquillizza anche chi iniziava a manifestare inquietudine rispetto allo svantaggio di avere un presidente che no nasce tifoso della Reggina.

La seconda buona notizia, invece, riguarda il fatto che, al di là delle parole, l’attaccamento di Gallo alla Reggina continua ad essere manifestato attraverso l’apertura del portafogli.  L’acquisizione del marchio e del palmares amaranto detenuto alla curatela della Reggina Calcio, a differenza del Sant’Agata e del Granillo, più che qualcosa di funzionale al business può essere considerato un regalo alla tifoseria. Una promessa mantenuta considerato che poco più di un mese fa dichiarava: “Se è solo un problema di soldi, lo risolviamo”.

La terza buona notizia, invece, è che in un periodo in cui le pressioni sulla squadra potevano diventare pressanti all’ennesima potenza, la scelta di ufficializzare l’acquisizione del marchio rappresenta un escamotage per allentare la morsa su Drago e sul Gruppo, continuando a mantenere vivo l’entusiasmo.