Operazione antipatia riuscita o quasi.  Luca Gallo già dal giorno della sua conferenza stampa aveva raccontato come, nelle sue mire, ci fosse la creazione di un club che fosse forte e presuntuoso, al punto da risultare antipatico.

Una linea di discontinuità abbastanza netta con il recente passato dove i valori più nobili dello sport erano valorizzati dalla consegna di targhe agli avversari, ma che piace molto più ai tifosi, vogliosi di conquistare risultato con l’arroganza di chi sa essere la Reggina e che, contro il Bisceglie di turno (con il massimo rispetto), vuole fare la voce grossa.

Oggi, a ben guardare, cominciano a diventare tanti i punti che, se uniti, tracciano una linea che conduce direttamente all’antipatia crescente nei confronti del progetto di Luca Gallo.

Ci sono imprenditori che, per l’appunto, programmano (pur avendo disponibilità) e non vedrebbero di buon occhio qualcuno che aprendo il portafogli ottenga subito risultati (che ancora e non bisogna dimenticarlo non sono ancora arrivati).

Accade, inoltre, che la Viterbese prima faccia un inspiegabile ricorso per un errore arbitrale (neanche nettissimo, a riguardarlo) spacciandolo per errore tecnico, poi si accanisca nei confronti della questione fideiussione (già presentata nuova) appellandosi all’ultimo grado di giudizio con la speranza di ottenere qualcosa.

Accade che un allenatore come Auteri, a sette giorni di distanza, sottolinei come tra il suo Catanzaro e la Reggina non ci sia stata partita e che i giallorossi hanno un progetto e gli amaranto no.

Un rischio che ci si augura abbia calcolato, dato che gli amaranto potrebbero ritrovarlo ai play off (ammesso che ci arrivino) e con un amalgama sensibilmente diverso da quello visto nella sfida del Granillo. Anche perchè a Reggio, e la storia lo ha insegnato, non si ha la memoria corta.

Ad aggiungersi alla saga di chi non le manda a dire agli amaranto c’è il Potenza, risentito per il mancato anticipo del match di San Valentino alle 14.30.  Si giocherà in notturna, la società non ha voluto sentire ragioni per rispetto dei tifosi che, a quanto pare, apprezzano l’essere antipatici.

Un’antipatia che non si vedeva dai tempi di Lillo Foti, per l’appunto. Che parlava di simpatia, ma era molto antipatico soprattutto all’esterno per la sua capacità di dirigente sportivo, al di là degli errori dell’ultima fase della sua presidenza.

Arrivassero anche risultati importanti…