di Pasquale De Marte – Salandria, Franchini, Viola, Marino, Tassi, Ungaro e Bellomo.  Non è un elenco casuale di calciatori che sarebbero titolari nella maggior parte delle squadre di Serie C, ma l’incredibile panchina che ieri la Reggina poteva vantare con la Viterbese.

A ciò si deve aggiungere che, con l’arrivo di Baclet, del terzino sinistro e (forse) di un difensore centrale di primissimo livello, qualche altro elemento di spessore schierato negli undici titolari contro la Viterbese potrebbe ampliare una gamma di scelte alternative che si fatica a trovare a certi lvielli.

Una vastità che piove come manna dal cielo sul lavoro di Roberto Cevoli e che viene dai risultati di un mese di trionfi per Luca Gallo.  Sul mercato, sul piano comunicativo e persino sotto l’aspetto umano, ha convinto tutti.

La vittoria contro la Viterbese è anche e soprattutto sua e non solo perché Doumbia, Strambelli e Bellomo sono stati decisivi. L’ultimo, tra l’altro, lo era stato anche a Bisceglie. In città si respira un’aria diversa, la disponibilità economica aiuta ma a volte non basta a catalizzare la stessa attenzione che la Reggina suscita nelle ultime settimane.  L’interesse attorno alla maglia amaranto (e lo dicono i numeri dei siti che se ne occupano) sono più che raddoppiati nel giorno medio.

Ma il presidente ci ha messo anche sagacia nel confermare in blocco ciò che, in mezzo  alle difficoltà, aveva comunque reso orgogliosi i pochi intimi che non hanno mai abbandonato le sorti della squadra, Taibi e Cevoli in primis.

L’allenatore, probabilmente, adesso si trova ad allenare la squadra più forte che gli sia capitata in carriera. L’asticella si alza, così come le pressioni.  Non sarà facile mettere da parte la scaramanzia e mettere in conto che fare 23 punti in dieci partite con questo nuovo organico tecnicamente dovrebbe essere quasi normalità (anche un po’ di meno nelle prossime dieci non sarebbe male).

E’ indubbiamente il migliore allenatore che la Reggina abbia avuto da quando è tornata in Serie C, ma con la revisione delle ambizioni dovrà dimostrare di essere all’altezza di una squadra che deve puntare dritta al quinto posto. Considerando le penalizzazioni, fare sei punti più del Monopoli, cinque più della Casertana e  tre più della Vibonese  non è impresa titanica con gli effettivi a disposizione.

Con l’arrivo degli ultimi innesti ci si attende un’ottimale gestione di una rosa di primissimo piano e magari qualche esperimento in meno, senza dimenticare che se i giocatori che ci sono già sono diventati validi, oltre che di Taibi che li ha portati, è merito del suo lavoro.

Quella contro la Viterbese è anche la vittoria di Sandomenico.  Si, il bomber che, da prima donna, diventa uno dei tanti dopo l’iniezione di grandi nomi del mercato di gennaio. Lui che si mette sulla fascia e con umiltà rincorre l’avversario, difende con un po’ di impaccio  e si mette a disposizione della squadra in emergenza. Non a caso c’è già un rinnovo in vista per lui che la ha sposato la Reggina quando era più difficile farlo.  I tifosi apprezzeranno, anche adesso che è solo una delle tanti “grandi firme” del gruppo.

Un esempio che deve essere seguito da tutti, perché i nomi (e la Juve Stabia insegna) non fanno un grande squadra se non c’è la mentalità giusta. Serve abnegazione, guai a dire umiltà o Gallo si arrabbia.