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Reggina: la storia, Gallo e la regola del ‘9’

Luca Gallo, senza troppi giri di parole, ha ammesso che la sua squadra presto abbraccerà un centravanti di valore.

Un “9”.  Ma il 9 non è un numero qualunque nella storia della Reggina, tenuto conto che, in qualche modo, quando questa cifra è contenuta alla fine dell’anno che si vive accade sempre qualcosa.

Corsi e ricorsi storici che si manifestano con un’inquietante puntualità.

Basta andare un po’ a ritroso per scoprire che, negli ultimi trent’anni, e a partire dal 1989 è sempre accaduto qualcosa.

A partire da quel maledetto spareggio di Pescara, perso ai rigori con la Cremonese, che di, fatto, segnò la fine del sogno per la primissima parte della storia della Reggina Calcio che, da lì a un paio d’anni, sarebbe tornata nell’oblio della Serie C, rischiando addirittura di finire in Serie C2.

Era il 1989.  Nel 1999 non serve essere massimi esperti di storia amaranto per ricordare come il 13 giugno gli amaranto, con 20.000 tifosi al seguito a Torino, andarono a prendersi la Serie A contro i granata già promossi.

Un sogno che, guarda caso, durò dieci anni.  Nel 2009,infatti, finì l’epopea amaranto in Serie A fatta di due lustri ai massimi livelli conditi da nove stagioni di massima serie e una strepitosa cavalcata tra i cadetti dopo lo sfortunato spareggio con l’Hellas Verona.

Dieci anni dopo è il 2019 ed anche il tempo di Luca Gallo.  Un’altra possibile svolta per la Reggina e, considerata anche la logica dell’alternanza, i tifosi della Reggina incrociano le dita e sognano.