La Reggina, dopo il mercato di gennaio, ha cambiato tenore nel’approccio al campionato. Pertanto c’è l’obbligo di guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto per aspirare a migliorarsi il più possibile.

Gli amaranto ,di fatto, si sono rafforzati molto, ma occorrerà qualche settimana affinché i nuovi si inseriscano e incidano fino ad innalzare la cifra tecnica della squadra.  L’amalgama sarà un qualcosa in cui il tecnico dovrà incidere.

Nel frattempo, però, il campionato non si ferma. Occorre macinare punti, per lenire gli effetti sulla classifica della penalizzazione di sei punti che graverà sul bottino ottenuto al momento.

Nelle ultime nove partite la Reggina ne ha vinte sei, pareggiate due e persa una.   Attenzione, però, non vince da due e domenica va a giocare sul campo di una squadra che all’apparenza è in disarmo.

Ha perso il portiere Crispino, il mediano Toskic e il terzino Raucci. C’è un futuro societario incerto, ma c’è il rischio che l’orgoglio pugliese prevalga su una Reggina che dovesse presentarsi in Puglia con presunzione.

Gli amaranto devono vincere, ma per farlo occorre che mantengano l’umiltà che è stata l’arma vincente di queste prime partite.
Il rischio brutte figure è dietro l’angolo.