di Pasquale De Marte – La Reggina apre il 2019 e l’era Gallo con un pareggio ben augurante. Gli amaranto escono indenni dal Rocchi di Viterbo, alla fine di un match dove, per almeno un’ora, i padroni di casa si sono fatti preferire largamente.   Decisiva nella fase finale del match uno scatto d’orgoglio della squadra che, complici i cambi che hanno corretto una formazione iniziale bocciata dal campo, sono riusciti a invertire il trend di una gara praticamente a senso unico.

Era il recupero della terza giornata di campionato, saltata poiché i laziali del patron Camilli si erano opposti, prima di cedere, al dover giocare in Serie C in virtù di distanze troppo svantaggiose nelle trasferte.

Un pareggio che apre la strada a tre impegni ravvicinati (Bisceglie fuori, Viterbese in casa nell’infrasettimanale e Monopoli in trasferta) in cui gradualmente i botti del mercato invernale saranno integrati nella squadra. Nessuno, per il momento, ha ancora esordito.

E la qualità offensiva portata in dote dalla sessione invernale del calciomercato sembra proprio fare al caso di una squadra che manca di continuità nella qualità delle giocate offensive e di verticalizzare con profitto.

Reggina in balia della Viterbese

L’avversario, per gli amaranto, é più scomodo che mai. I laziali hanno qualità e, numeri alla mano, sono la squadra più in forma del campionato dopo aver carburato tardi per via dell’inizio ritardato a causa dei noti fatti. Cevoli sceglie di giocarsela ancora con la difesa a tre, mantenendo l’atteggiamento delle ultime giornate del 2018.
Il primo tempo é una fase il cui predominio dei padroni di casa é evidente, a partire da una schiacciante superiorità nel numero delle occasioni da rete
Nella prima mezz’ora sono almeno tre: in due occasioni (Saraniti prima, Vandeputte poi) serve Confente a chiudere lo specchio ai tagli degli attaccanti laziali, poi sugli sviluppi di un corner Sini manca l’appuntamento con la rete praticamente sulla linea di porta.
La qualità di giocatori come De Giorgi, Baldassin e Pacilli pesa molto nell’economia di un match in cui gli amaranto non creano assolutamente nulla e la scelta di piazzare Roberto Marino sulla trequarti non risulta particolarmente premiante.

Lo diventa, invece e giustamente, la partita per la Viterbese che al 33′ passa meritatamente: da corner a proprio favore la Reggina subisce un incredibile contropiede, portato avanti da Saraniti e concluso dal belga Vandeputte, bravo ad aggirare Salandria e a concludere sul secondo palo in maniera vincente.
Non pervenuta la Reggina in fase offensiva.

Cevoli cambia nella ripresa

Latitante per quarantacinque minuti, la Reggina prova a ritrovarsi nella ripresa. Dopo aver perso Redolfi nel primo tempo, Cevoli toglie Marino, inserisce Ungaro e ritrova il tridente.  Gli amaranto alzano il baricentro, ma la manovra non riesce quasi mai a dare seri grattacapi alla difesa dei padroni di casa.  Anzi, la migliore occasione è ancora per la Viterbese: Vandeputte ruba palla a Solini, si invola verso la porta e scarica un destro su cui è super reattivo Confente.

Il primo vero tiro in porta della Reggina arriva a dieci minuti dalla fine: Sandomenico, innescato da Viola, vince l’uno contro uno e scarica un sinistro su cui Forte chiude la saracinesca.

Dall’angolo susseguente gli amaranto torre di Conson, girata di Tulissi e miracolo dell’estremo difensore di Sottili, ma sulla ribattuta lo stesso Viola fa 1-1.  Cambia la partita e la Reggina rischia anche di vincerla, ma sarebbe stato troppo.