La Reggina il 21 dicembre era più morta che viva.  I calciatori, senza stipendi da due mesi, minacciavano lo sciopero.

Le possibilità di riuscire a saldare le spettanze e i relativi contributi erano prossime allo zero.  Duecentocinquantamila euro da trovare chissà dove per una società che era rimasta senza risorse, a cui si aggiungevano i centomila euro dell’istanza di fallimento presentata dall’avvocato Grassani rinviata all’11 gennaio.  A ciò si aggiungeva la difficoltà a trovare una nuova fideiussione che sarebbe potuta (poi come è accaduto) essere richiesta.

Poteva esserci una sola soluzione: convincere i giocatori ad arrivare fino a fine dicembre, vendere i pezzi migliori indebolendo la squadra, azzerando i debiti più impellenti e sbloccare quei cinquecentomila euro di crediti bloccati in Lega dai creditori e che avrebbero consentito di finire la stagione.

Ma come? Con quattordici punti di penalizzazione (non sedici punti, due sarebbero stati evitati grazie alla rateizzazione dei contributi di agosto e settembre).

E invece?  Accade l’imponderabile.  Luca Gallo sceglie di interloquire con la famiglia Praticò e in poche ore prende in mano la situazione.

L’imprenditore romano,  che a quanto pare conoscere già la situazione dei bilanci, scioglie le riserve e paga permette alla società di pagare gli stipendi.   La Reggina il 23 va in campo e batte la Vibonese, prima di vincere a Matera il 26 e pareggiare in casa con il Trapani.

E  non è finita: l’avvocato Iiriti, reggino di Bova e braccio destro di Gallo, trova l’accordo con Grassani che ritira l’istanza di fallimento.

E a ciò si aggiunge un budget smisurato per la categoria per il mercato di gennaio a Massimo Taibi che non vuole sperperare nulla e si limiterà a quattro-cinque colpi che possano assicurare alla squadra il salto di qualità per raggiungere i play off e non essere una comparsa.

Comunque vada il gruppo resterà la base per vincere la prossima stagione. E oggi non preoccupano neanche i sei punti di penalizzazione che certamente arriveranno per le inadempienze passate.

Domani è 10 gennaio, è il giorno del closing.