La Reggina ha già vissuto due dei tre giorni che avrebbero segnato il suo futuro.    L’obiettivo, neanche tanto velato, è arrivare a giugno, salvando la categoria e poi probabilmente aprire un nuovo ciclo (sarebbe quantomeno autolesionista proseguire su questa strada per chi tiene le fila).

L’obiettivo più immediato per gennaio, invece, era riuscire a pagare gli stipendi (anche senza contributi per tenere tranquilla almeno la squadra), saldare Grassani per la sua istanza di fallimento  e rivincere nuovamente sulla questione fideiussione nell’appello della Figc.

Serviva trovare il modo di sbloccare i fondi in Lega, non è stato possibile.    Non sono stati trovati neanche duecentomila euro che scongiurassero la nuova penalizzazione.  Il club non ha smentito il mancato pagamento degli stipendi e dei contributi, questo costerà altri quattro punti di penalizzazioni che si aggiungono ai due già certi per la scadenza rispettata a ottobre.  La Reggina potrebbe evitare i due punti per la recidiva sui contributi non versati in passato, grazie ad una rateizzazione  concordata con gli enti, limitando la sanzione a sei lunghezze decurtate complessivamente in classifica.

Con Grassani che ha presentato istanza di fallimento , invece, non c’è stato accordo e il giudice del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il rinvio all’11 gennaio.

Il 19 dicembre , invece, sarà il giorno dell’appello della Figc.  Gli amaranto, grazie all’ottenimento da parte del Tfn dell’annullamento di una delibera commissariale, hanno già scongiurato otto punti di penalizzazione e trecentocinquantamila euro per non aver sostituito la fideiussione Finworld.   Dovesse avere la meglio la Figc nel secondo grado (ne esisterebbe comunque un terzo) il rischio della botta finale sul campionato amaranto esiste, ma non è scontato. C’è chi sostiene si possa ottenere una nuova scadenza per presentare una nuova  fideiussione che sia riconosciuta dalla Lega Pro (quella Finworld è gà valida).

Che la Reggina, eventualmente, sia in grado di ottenere un’altra fideiussione, stante l’attuale situazione finanziaria, è una cosa tutta da dimostrare, così come che si possa saldare Grassani l’11 gennaio e che si possa ottenere lo sblocco dei fondi della Lega, attualmente pignorati.

Potrebbero bastare, in teoria, solo un paio di corposi incassi al Granillo per sbloccare la situazione e arrivare quantomeno a giugno.  Ma l’attuale situazione non rende certo facile il coinvolgimento popolare.

Non serve, tuttavia,  il mago per evidenziare che non si tratta di difficoltà arrivate dal cielo e tutte in una volta, forse sarebbe stato meglio trovare prima le contromisure.