La Reggina, subito dopo la trasferta di Caserta che rischia di passare in secondo piano, avrà una settimana decisiva sotto il profilo del futuro societario.

L’obiettivo, neanche tanto velato, è arrivare a giugno avendo salvato la categoria e, soprattutto, tenuto in piedi (magari con qualche pezza) la baracca, per capire quali nuovi scenari potrebbero aprirsi per il 2019-2020.

La squadra sembra in grado di ottenere la salvezza anche avendo sul groppone qualche punto di penalizzazione (due sono già certi), ma occorre lavorare affinché siano il meno possibile e soprattutto si allontani lo spettro del fallimento.

E attenzione la società ha un milione di euro di crediti in Lega (destinati a maturare fino a giugno)  bloccati dopo il pignoramento di Grassani che, verrà a cadere, qualora si riuscisse a chiudere la partita con l’avvocato.

Reggina, le tappe della prossima settimana

Lunedì 17 c’è la scadenza federale per saldare ai calciatori un bimestre di stipendi e contributi.  Servono circa duecentomila euro, il rischio è che qualora anche una sola spettanza venisse saldata è  che ai due punti di penalizzazione certi, se ne possano aggiungere altri quattro (sanzione doppia per la recidiva).

Martedì 18, invece, ci sarà l’udienza davanti al tribunale fallimentare. L’avvocato Mattia Grassani ha, infatti, scelto di spostare in sede giudiziaria le sue richieste di saldo dei crediti.

Mercoledì 19, invece, ci sarà la discussione dell’appello che la Figc ha fatto nei confronti della sentenza del Tfn che annulla la possibilità della penalizzazione di otto punti e l’ammenda di 350.000 euro per non aver sostituito la fideiussione Finworld.

Reggina: la strategia

Nessuno, a parte la proprietà, conosce il reale stato della contabilità societaria.  Ci sono, però, dei fatti ossia che sono stati incassati importanti quattrini grazie ai minutaggi dei giovani delle prime quattordici partite assieme ad altri introiti.

Il primo obiettivo è della società è chiudere il capitolo Grassani.  Con buona probabilità si attingerà da quanto sarà incassato per sbarazzarsi del problema e riportare le eventuali problematiche in ambito strettamente sportivo o comunque senza soggetti terzi interessati.

Il secondo è, invece, vincere anche in appello riguardo alla questione fideiussione.  La Reggina ha in mano una fideiussione (ancora oggi) valida e questo regala una certa fiducia rispetto al fatto che che la penalizzazione di otto punti e i trecentocinquantamila euro di ammenda, nonostante le pressioni di tanti club dichiaratisi parte interessata nella vicenda, possa essere scongiurata.   La possibilità che il commissario Figc potesse cambiare le norme perchè successivamente la società che ha emesso il documento ha avuto licenza ritirata è tutta da dimostrare e già nel primo grado non è stato fatto.  Non serve ovviamente uno stratega per evidenziare che, qualora la Reggina avesse avuto solidità economica, non avrebbe avuto problemi a presentarne un’altra nei tempi stabiliti.

Il terzo riguarda, invece, gli stipendi dei calciatori.  Pur rappresentando la prima scadenza in senso temporale, quello di emolumenti e contributi a calciatori rappresenta la problematica meno sentita.  I calciatori avranno le mensilità corrisposte, ma potrebbe ancora una volta saltare (non è detto) il pagamento dei contributi.

Certo è che trovarsi, tra qualche giorno, con la certezza di avere sei punti di penalizzazione, ma avendo saldato Grassani e chiuso il capitolo fideiussione, equivarrebbe a scollinare in vista di giugno.

Alla squadra il compito, eventualmente,  di annullare il problema.