La gara contro il Rieti, per la Reggina, ha lasciato in eredità diversi aspetti.  L’inerzia mentale della squadra, adesso, potrebbe essere diventata favorevole, ma al tecnico toccherà individuare le cause tattiche che hanno generato oltre settanta minuti di prestazione imbarazzante e fare in modo di estendere quei venti minuti su tutta la partita con la Sicula Leonzio.

Il tecnico non dovrebbe snaturare le sue di gioco.  Sarà confermata la difesa a quattro dove dovrebbe concretizzarsi il rientro di Conson e il dubbio potrebbe riguardare la corsia mancina dove Mastrippolito pare destinato a riprendersi il posto.

Difficile immaginare che, alla luce della fase finale del match con i laziali, si possa immaginare un centrocampo privo dell’impiego di Marino e Salandria.

Il dubbio vero del tecnico è quella relativa al terzo uomo di centrocampo.  Sarà un mediano come Petermann o Zibert, un centrocampista incursore come Franchini o un attaccante come Alessio Viola?

La prova della punta di Turianova non è passata inosservata e il suo spirito di sacrificio potrebbe essere tale da ipotizzare un suo impiego dal primo minuto convertendo il modulo in un 4-2-3-1.  A lui, però, sarebbe chiesto di ripiegare più volte possibili ad aiutare i compagni.

Non è credibile poi che Tassi, per l’ennesima volta, resti in panchina dopo un gol. Al suo fianco ci saranno Sandomenico e uno tra Tulissi ed Ungaro.

Mancano più di 48 ore al match, ma sembrano queste le ipotesi più credibili considerando che la squadra con questo schieramento avrebbe anche almeno quattro under in campo (’98 Confente, 2000 Mastrippolito, ’98 Marino, ’98 Tassi e forse ’97 Tulissi che sarebbe il quinto).

Davanti ci sarà un avversario che, nelle ultime partite, ha giocato preferibilmente con l’albero di Natale (4-3-2-1).