La Reggina vista contro il Rieti negli ultimi venti minuti è sembrata lontanissima parente da quella abulica dei primi settanta.

Credere solo a emozioni e sensazioni che sarebbero state innescate dal gol di Sandomenico  non è necessariamente la strada giusta, anzi.

Si è avuta la sensazione che la squadra, rivisitata dai cambi, abbia trovato la propulsione offensiva che non aveva per via di un undici sbagliato frutto di scelte su cui la luce dei fatti sembra aver dato un’opinione inequivocabile.

Rinunciare a giocatori a centrocampo piuttosto statici come Zibert e Petermann in funzione di altri molto più rapidi come Salandria e Marino ha dato benefici tangibili.

Avere, inoltre, un attaccante vero come Tassi in attacco ha fatto la differenza, tenuto conto che la squadra sembra patire la mancanza di un riferimento centrale come era Maritato.   Ci si chiede, perciò, perchè dopo la doppietta di Rende non gli sia stata accordata la giusta fiducia, considerato che contro la Paganese è stato addirittura schierato terzino destro.

Alessio Viola, invece, pur non essendo ancora al meglio sembra persino aver raggiunto la maturità per giocare da seconda punta/trequartista. Lo si è visto portare palla, aggredire l’avversario ed attaccare la porta avversario.

Oggi c’è la sensazione che la squadra vista negli ultimi venti minuti con 4-2-3-1 con Viola a supporto di Tassi possa essere la migliore scelta quando c’è da attaccare avversari inferiori sotto il piano tecnico come il Rieti.

Con il senno del poi è facile parlare, tanto vale però trarre insegnamento dall’evidenza degli accadimenti.