Le dimissioni del presidente Praticò, di fatto, aprono una fase in cui si saprà quanto è nebuloso il futuro della Reggina.

Dovesse, infatti, palesarsi una cordata o un imprenditore pronto a rilevare l’87% delle quote in mano alla famiglia Praticò si aprirebbe un nuovo capitolo e la storia potrebbe proseguire.

Chi davvero fosse interessato alle sorti della Reggina, potrebbe persino trovare convenienza nell’attuale situazione finanziaria considerato che la massa debitoria amaranto (Considerato che una parte considerevole è stata ripianata dopo l’ultimo cda) è tutt’altro che insostenibile per chi abbia intenzione di dare vita ad un progetto a lunga scadenza.

Presto Reggio Calabria saprà quanto il territori tiene alla sua società e quanto appeal abbia la possibilità di fare calcio sulla sponda calabra dello Stretto.

Dal 23 al 29 novembre la famiglia Praticò si è detta disponibile ad incontrare chiunque sia interessato e a ricevere entro il 3 dicembre la manifestazione d’interesse con proposta d’acquisto a mezzo pec.

Cosa accadrebbe se ,invece, non si presentasse nessuno?  Mimmo Praticò ha fatto sapere che la sua famiglia non verserà più un euro per ripianare  nuovi debiti e, facendo la Serie C, è fisiologico che se ne presentino di nuovi.

Gli introiti dalla Lega, del minutaggio degli under ed eventualmente del botteghino potrebbero rappresentare linfa vitale per arrivare sino a fine stagione riuscendo a pagare quantomeno i tesserati, senza incorrere in punti di penalizzazione  e magari mantenere la categoria.  Questo, per lo meno, fa dormire sonni relativamente  tranquilli ai giocatori.

A giugno, quando ci sarà da iscrivere la squadra al campionato successivo, potrebbero iniziare i guai  E a quel punto accadrebbe quel che nessuno si augura.

L’idea che qualche imprenditore possa aver voglia di ripartire dalle ceneri convince relativamente poco, tenuto conto, salvandosi in C e poi fallendo, per iscrivere la squadra in Serie D in soprannumero servirebbero 300.000 euro versare sull’unghia  e occorrerebbe costurire una squadra che, evidentemente, punta a vincere il massimo campionato dilettantistico ed è già stato appurato  che occorrono tra i 600.000 euro ed il milione, in un campionato che, a parte il botteghino, non regala alcun tipo di finanziamento.

La sensazione è che il futuro del calcio a Reggio si stia giocando proprio in questi giorni.