di Pasquale De Marte –  Sono passate nove giornate e, in casa Reggina, non tutto va bene. Volendosi concentrare sul solo calcio giocato, con la speranze che ciò che accade attorno non infici le prestazioni della squadra sul campo, si può iniziare a trarre qualche conclusione.

La prima è che non si è ancora trovata una quadratura tattica che dia equilibrio alla squadra, fornendo un’adeguata copertura e una significativa capacità di produrre gioco ed occasioni da rete.  Per certi versi sembra di assistere al solito film, già visto nelle passate stagioni e tipico di un campionato scadente a livello qualitativo come la Serie C, ma c’è  una verità. 

La squadra ha elementi capaci di giocate importanti, uomini in grado di saltare l’uomo e una qualità generale migliore di chi è candidato a stare nei bassifondi.  Le lacune ci sono ed è innegabilie che siano strutturali (leggasi bomber e qualche puntello di qualità ed esperienza), ma è altrettanto vero che nel gruppo di Cevoli ci sono calciatori migliori di quelli che hanno la Paganese o il Bisceglie.

E i riferimenti non sono casuali.  Sono, infatti, passati diversi anni da Serie C1 e Serie C2 sono state unificate, con uno scadimento generale del livello della terza serie nazionale, molto spesso spaccata in due tronconi per ciascun girone: quello delle buone squadre e delle squadre scarse.

La Reggina, nel suo percorso di crescita, può aderire al primo treno, ma per il momento deve accontentarsi di puntare a fare da battistrada al secondo lotto.

E, al di là delle opinioni, contano i numeri.  Nelle nove partite disputate fino al momento la Reggina ha affrontano per sei volte squadre che stazionano tra le prime undici.  In nessuna di queste è riuscita a vincere e nel caso delle trasferte di Rende e Trapani ha rimediato magrissime figure sotto il profilo della prestazione e dei condizionamenti da timore reverenziale.

Le tre vittorie, invece, sono arrivate, guarda caso, contro Bisceglie, Siracusa e Paganese. Squadre, come detto, iscritte al registro delle squadre della “metaforica Serie C2”.

Tutte per 1-0, tutte dopo partite che così brutte è difficile trovarle persino in Eccellenza.

La Reggina può crescere, ma per il momento deve porsi l’obiettivo di mettersi dietro le sei-sette squadre che sono visibilmente inferiori.

Dall’ottenere questo traguardo al decimo posto che vale i play off la distanza non è poi così elevata. Resta da capire quanto esponenziale sarà la crescita di cui si parla sempre e quanto eventuali penalizzazioni (o altri aspetti) incideranno sul bottino finale.