Lucio Dattola è stato colui il quale si è giocato la poltrona di Sindaco di Giuseppe Falcomatà. Oggi siede tra i banchi dell’opposizione e, da ex dirigente della Reggina espone la sua sulla situazione di un Granillo che, prima di novembre, non sarà disponibile (leggi qui). 

“Escluso il buon Nino Zimbalatti, quest’amministrazione – tuona –  di centro-sinistra, tra tutte le sue manchevolezze, ha una caratteristica precisa: nessuno di questi baldi giovani ha mai frequentato le scalinate dello stadio Granillo. Solo così può spiegarsi il disinteresse totale che provano, sindaco in testa, per la squadra della città, e per le sue sorti. La vergogna assoluta che una squadra dal nobilissimo passato come la Reggina non abbia uno stadio dove disputare il proprio campionato sembra scivolargli addosso, quasi che il problema non li riguardasse”.

“E’  – incalza – questa una ulteriore vergogna per la nostra sventurata città, che nasce da incuria, incapacità, strafottenza totale di questa, per fortuna oramai allo stadio terminale, giunta Falcomatà. L’aspetto inquietante di questa incredibile vicenda è che loro, il sindaco e i gaudenti assessori, non è che non fanno perché non vogliono, ma tragicamente non fanno perché non sanno.

Loro, Falcomatà & company, non sanno che, essendo, per nostra fortuna pro tempore, i proprietari dello stadio comunale , il giorno dopo la fine del campionato avrebbero dovuto immediatamente intervenire a programmare il pronto ripristino del manto erboso e la manutenzione straordinaria dell’impianto. Il giorno dopo, appunto. No a Settembre, con comodo.

Nei miei 22 anni di dirigente della Reggina era prassi consolidata compiere ai primi di Giugno il sopralluogo ricognitivo per stabilire gli interventi. Loro questo non l’hanno fatto, perché altre le loro priorità o perché semplicemente non sapevano di doverlo fare. Tutto da lì nasce, la totale ignoranza delle regole basilari di una corretta amministrazione pubblica che purtroppo consente a questi piccoli, incolti personaggi, alle prese con tematiche molto più grandi di loro, di costruire situazioni esplosive come questa riguardante lo stadio cittadino, provocando quindi  danni e dolori ai  reggini .

In questa squallida vicenda chi ci va di mezzo, chi ne subisce le conseguenze più gravi, è, come sempre accade, il popolo amaranto. Quel popolo che ci ha seguito in ogni angolo del mondo. Quel popolo che abbiamo trovato anche in Giappone a tifare Reggina. Quel popolo che ha sempre dato in termini di passione, di amore, di vicinanza. Perché la Reggina si Ama, sempre. E’ qualcosa che va al di là della umana ragionevolezza.

In questo è riuscito Giuseppe Falcomatà.

E’ riuscito a levare ai tifosi reggini lo stadio della propria squadra, quello stadio che è sempre stato il fulcro e l’emblema della regginità. Lui ce lo ha tolto. Lui c’è riuscito. Nient’ altro da aggiungere”.