La vigilia di una partita è quella in cui i giornalisti provano ad interpretare le scelte di un allenatore. Molto spesso si parla di dubbi, ma in realtà le idee nella testa dei tecnici potrebbero anche essere ben chiari.

La vigilia della gara di Potenza, per la Reggina, rappresenta qualcosa di nuovo.   Lo ha detto lo stesso tecnico: ‘Ho cinquant’anni e non mi è mai capitato di vedere una cosa del genere”.

Il riferimento va alla necessità di giocare a poco più di quarantotto ore dall’ultimo impegno di campionato. Roba da calcio amatoriale e non da professionisti.

Ci si interroga, a questo punto, su due aspetti.  Il primo è capire a quale modulo si affiderà Roberto Cevoli considerato che contro il Siracusa ha messo da parte il  4-3-3, affidandosi ad una 4-2-3-1 (o 4-4-1-1) e schierando addirittura una difesa a cinque nel finale.

La sensazione è che, con un Franchini in quello stato fisico, difficilmente si cambierà atteggiamento tattico e lo si lascerà in panchina.

Poi c’è un altro problema: fare turn over alla luce dei tanti impegni ravvicinati (nel fine settimana si gioca di nuovo) o dare continuità allo stesso gruppo?

Con buona probabilità si potrebbe scegliere una via di mezzo con qualche giocatore che potrebbe essere gettato nella mischia. Il riferimento va a Zivkov, Peterman, Marino e probabilmente Emmausso.

Candidato ad una maglia da titolare c’è anche Sandomenico che ha giocato solo un tempo e potrebbe fare staffetta con Ungaro.