L’inizio della Reggina  non è stato entusiasmante,anzi.  Aver saltato diverse partite contro avversari tutt’altro che abbordabili come Catanzaro e Viterbese potrebbe essere stato un vantaggio, considerato che aggiungere ulteriori sconfitte a quelle rimediate contro avversari di caratura superiore come Trapani e Viterbese avrebbe contribuito a deprimere ulteriormente un ambiente scosso dalla questione stadio e fideiussione.

In tal senso occorre specificare che per mettersi al riparo da qualsiasi eventuale pericolo occorre mettere insieme una cinquantina di punti.  Obiettivo che, stando al valore dato dalla società nel fissare gli obiettivi, potrebbe non essere un grande problema.

Ad una condizione: che si inizino a vincere le partite contro pari-grado, soprattutto se in casa.   Già, perchè ad esempio affrontare il Siracusa al Granillo avrebbe avuto  tutt’altro impatto rispetto al doverlo affrontare, di fatto, in campo neutro (pur non essendolo in termini strettamente burocratici).

Si confida nel riaverlo per la gara contro la Virtus Francavilla, ma lo scetticismo è d’obbligo dopo gli ultimi fatti. I lavori termineranno, almeno in teoria, il 18 ottobre e ci sarebbe solo il 19 per effettuare tutti i controlli del caso, con la gara da giocare il 20.

Riavere il Granillo sarebbe fondamentale. La partita con gli aretusei apre un ciclo in cui la Reggina ha l’obbligo di cambiare passo.  Nel turno infrasettimanale si va a giocare a Potenza, poi doppio turno casalingo contro la Virtus Francavilla e la Juve Stabia, prima di andare a far visita al Rende ed ospitare la Paganese.

Una Reggina che non avesse cambiato passo in queste gare rischia di trovarsi inguaiata.

A ciò si aggiunge il recupero della partita con il Catanzaro prevista per il 23 ma, date le forze in campo, quello potrà essere un jolly.