di Pasquale De Marte – Perdere 3-0 all’esordio con una squadra che, seppur valida, non è certo la più forte del campionato non è l’esordio che nessuno sogna. Men che meno una Reggina che si è lasciata alle spalle un’estate in cui iniziava a coltivare l’idea di poter aspirare ad un livello migliore di quello espresso nelle ultime stagioni.

Una prestazione indecorosa sotto il profilo tecnico, tattico e della convinzione.  Non ci sono altri termini per definire la partita giocata dagli uomini di Cevoli al Provinciale e, fondamentalmente, questa è una buona notizia.    Un paradosso, ma fino ad un certo punto.

Si poteva perdere spremendo tutte le forze che si aveva in corpo, dando il massimo sotto il profilo dell’attenzione, provando a proporre trame di gioco che avrebbero potuto fare il solletico all’organizzata difesa siciliana, si poteva andare in campo con la formazione migliore e senza scelte sbagliate nell’undici iniziale.       E si poteva perdere comunque 3-0, senza appello.

Non è andata così, perché in fondo la Reggina non è esistita.   I regali che si faticano a vedere nel professionismo e che sono valsi i gol dei siciliani regalano la prospettiva che quella vista in Sicilia sia stata solo una falsa partenza e che gli uomini di Cevoli si siano presi un’appendice di vacanze estive, come se non bastasse il ritardato iniziato del campionato.

Perché se il regista della squadra  non ne indovina una, i centrali difensivi assomigliano a birilli, il portiere fatica a dare sicurezza e gli altri diventano mere comparse non si può arrivare neanche a fare considerazione di ordine tattico.

Se non si vince un contrasto che sia uno,  se le gambe girano a due marce più basse rispetto a quelle degli avversari e la squadra appare quasi intimorita dagli eventi significa che qualcosa non ha funzionato.

Come se si fosse innescata una sorta di inibizione che, con buona probabilità, sarà oggetto di discussione all’interno dello spogliatoio e con probabili mura dello spogliatoio destinate a tremare con le urla “spronanti” di Taibi.

In fondo poteva andare peggio.  Si poteva perdere con una squadra che non sia, come il Trapani, candidata a restare tra le prime cinque e soprattutto lo si poteva fare a ranghi completi, dato che Conson, Salandria e Viola non si regalano a nessuno.

La legge di Murphy racconta che se qualcosa può andare peggio lo farà, a Cevoli e ai suoi il compito di confutarla  Già con il Bisceglie serve una risposta importante.