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Reggina: si sfoglia la margherita: il ritardo è un vantaggio o uno svantaggio?

Il mese di luglio non è poi così lontano.  La Reggina andava in ritiro con una squadra che, sorprendentemente, appariva quasi finita.  Il lavoro anticipato di Taibi aveva dato a Roberto Cevoli una squadra che, seppur cambiata totalmente, era completa o quasi.

Quello, a molti addetti ai lavori, appariva come un vantaggio, considerato che tutte le altre erano in ritardo nella composizione della rosa e nelle trattative di mercato, oggi è praticamente azzerato.

Tante società si sono riorganizzate, hanno avuto modo di allestire il proprio organico e di prepararsi a dovere.  Tanto per dare l’idea, ad oggi, sarebbe dovute essersi giocate già tre giornate di campionato che avrebbero messo in palio punti già importanti.

Il risvolto della medaglia è che, però, la squadra amaranto è una creature totalmente nuova, in cui i calciatori hanno bisogno di conoscersi ed, in alcuni casi, di recuperare da infortuni che non hanno garantito continuità d’utilizzo nella passata stagione.

Nei giorni scorsi, ad esempio, si è detto di Alessio Viola.  L’attaccante di Taurianova sarà pronto per fine settembre e qualora il campionato fosse partito con i tempi giusti avrebbe saltato una buona fetta di stagione.

Oggi, invece, la squadra potrebbe dover rinunciare a lui solo per un paio di giornate.  Quel che è certo è che chi ha avuto la festa guastata dall’avvio ritardato del campionato sono stati i preparatori atletici che, in corso d’opera, hanno dovuto rivedere i programmi d’allenamento, tarati su scadenze che sono cambiate più volte.