di Pasquale De Marte (Foto Aldo Fiorenza) –  La Reggina l’ha imparato sulla propria pelle nelle ultime due stagioni.  Vietato farsi ingannare dalle prime uscite, sia nel bene che nel male.  E’ ancora negli occhi di tutti quanto gli esordi delle squadre di Karel Zeman prima e Agenore Maurizi poi avessero entusiasmato per i concetti espressi in campo.  Poi sono arrivate prestazioni altalenanti in campionato e raggiungere l’obiettivo minimo (quello dichiarato in realtà) della salvezza.

Quando ancora si è a metà agosto si possono solo fornire giudizi sommari.  Anche se c’è da mettere in rilievo quelli che sono difetti, ad oggi, evidenti.  Uno di questi, ad esempio, risiede nelle stesse qualità del gruppo.  La squadra è fatta di tanti giocatori a cui piace giocare la palla, provare a saltare l’uomo e tentare la giocata.

Reggina: troppo fioretto?

Il rischio che, in un campionato fatto di entrate a gamba tesa e lanci lunghi per gli attaccanti, ci si possa specchiare troppo esiste.  Oggi si vedono idee e concetti di gioco, l’augurio  è che con il passare del tempo si vedano meno giocatori tenere il pallone a testa bassa o che, con il crescere della condizione, si perdano meno palloni davanti alla difesa.

Quanto visto con la Vibonese legittima, inoltre, la scelta societaria di andare a reperire ancora qualcosa per la prima linea che, anche a detta di Cevoli, manca di uomini che siano già pronti per attaccare la porta a partire dall’esterno del tridente.  Quelli che ci sono dovranno crescere in tal senso, mentre Maritato sembra uno di quegli attaccanti che ha grandi movimenti ma che, fino ad ora, non ha mai trovato una di quelle stagioni in cui gli attaccanti fanno centro anche solo respirando.   In attesa di Alessio Viola, tra l’altro, Sciamanna merita fiducia sembra, ad oggi, quello con il maggiore senso del gol in rosa.

Il centrocampo, ad oggi, pare il reparto con le maggiori potenzialità, ma non ha raggiunto l’amalgama giusto per valorizzare le geometrie ed il piede di Petermann, così come la verve e le capacità di inserimento di Salandria e Marino con tanti elementi interessanti pronti a partire dalla panchina.

Reggina: difesa da migliorare

In difesa: Kirwan e Zivkov sembrano terzini che hanno passo e piede per crossare, ma occorrerà valutare la loro affidabilità difensiva.  Contro la Vibonese, soprattutto nella zona del serbo si è concesso qualcosa di troppo.  Conson e Redolfi sono una coppia difensiva da colonna sinistra della classifica,  ma forse pagano ancora qualcosa sul piano della condizione fisica.  Così come tutta la fase di difesa sui calci piazzati non ha convinto a pieno e la squadra è sensibilmente calata nella ripresa, in attesa della forma migliore.   Confente, invece, è apparso un po’ emozionato tra i pali alla sua prima uscita da professionista, per lui i giudizi sono rimandati.

Come, in realtà, lo sono anche per la squadra.  La rosa ha qualità, c’è la materia prima che dovrà essere sgrezzata dal lavoro di Cevoli.  Difetti ne avrà, ma è ancora presto per capire quali tenuto conto che ci sono tante e troppe variabili in questa fase.

Partire in sordina, alla luce dei facili e vani entusiasmi delle passate due stagioni, potrebbe non essere poi così male.