di Pasquale De Marte – Reggina – Vibonese finisce a reti bianche. L’esordio ufficiale di entrambe le squadre va in archivio con un’impressione positiva lasciata in eredità alle due compagini.  Paradossi di un confronto in cui gli amaranto hanno messo in mostra buone qualità tecniche e l’idea di poter crescere sensibilmente in vista dell’avvio del campionato e i rossoblu, invece, un’incisività e una solidità non comuni per chi si affaccia alla prossima stagione come neopromossa.

Per entrambe non mancano comunque gli aspetti su cui lavorare e migliorare.   Eliminata, alla fine,  la Vibonese dalla Coppa Italia, la Reggina, per passare, dovrà battere il Siracusa nel prossimo turno.

Reggina – Vibonese: clima precampionato

Reggina-Vibonese è una sfida che vale per la seconda giornata del girone M di Coppa Italia di Serie C.  Per i due allenatori è più che altro l’occasione per misurare il livello di forma delle proprie squadre, quando l’esordio in campionato è sempre più vicino.  Da una parte gli uomini di Cevoli vanno in campo con il 4-3-3, Orlandi, invece, preferisce il 3-5-2.  

Ne viene fuori una sfida tutto sommato gradevole, in cui non mancano le occasioni da rete e le emozioni.   La Reggina rivela ai pochi intimi presenti al Granillo (circa 1300)  di essere dotata di molti calciatori che danno del “tu” al pallone. La manovra pare dotata di molte idee e nonostante un regista come Petermann non ancora il top sembra evidente la scelta di privilegiare l’ampiezza del gioco.  Tra i vantaggi tattici della sfida c’è la superiorità numerica sulle fasce che, molto spesso, si traduce di una serie di traversoni interessanti per le punte innescate da Tulissi, Ungaro, Kirwan e Zivkov, spesso abili ad arrivare sul fondo.

Non mancano, però, le note in cui si fa preferire la Vibonese.  La squadra rossoblu ha cambiato molto meno rispetto agli amaranto rispetto alla stagione scorsa e sembra andare meno per il sottile rispetto agli avversari. Qualche distrazione in fase difensiva della squadra di Cevoli, unitamente ad un atteggiamento non impeccabile sui calci piazzati, regala le occasioni migliori della sfida agli ospiti.   Il palo di Ciotti con un tiro dal limite, con tutta la difesa in ritardo, ne è l’esempio migliore

Applausi per la Reggina

Dopo un primo tempo in cui una gradevole Reggina va al riposo con la colpa di essere mancata a livello di incisività sotto porta, gli applausi del Granillo la dicono lunga sul gradimento per la prova offerta.  Poi ci pensa Petermann con il suo mancino educatissimo a sfiorare l’incrocio, dopo averci già provato nel primo tempo.

La girandola dei cambi addormenta il match, Cevoli prova a ravvivarlo cambiando modulo.  Dal 4-3-3 si passa al 4-2-3-1 in cui coesistono il neo entrato Sciamanna e Maritato, a volte in linea e a volte schierati in verticale.

La variazione dell’atteggiamento tattico e l’inserimento di forze fresche non cambia l’inerzia di una sfida che scivolerà via verso il “nulla di fatto”.

REGGINA – VIBONESE 0-0

REGGINA: Confente, Conson, Zivkov, Petermann (59’ Navas), Kirwan, Redolfi, Tulissi, Marino (70’ Bonetto), Maritato, Salandria (70’ Sciamanna), Ungaro (59’ Emmausso) All. Cevoli
VIBONESE: Viscovo, Ciotti, Finizio (81’ Carrozza), Malberti, Silvestri, Altobello, Prezioso, Obodo, Bubas, Melillo (85’ Loffredo), Scaccabarozzi All. Orlandi
Arbitro: Rutella (Enna) Assistenti: Conti (Acireale) – De Pasquale (Barcellona P.G.)
Ammoniti: Redolfi, Finizio, Ciotti
Recupero: 0’pt, 2’st