Il direttore sportivo della Reggina Massimo Taibi è uno di quelli a cui non piacciono i giri di parole.   Anche quando si esprime in sede di conferenza stampa si ha sempre la sensazione che, quando ci sono parole di circostanza da pronunciare, faccia una certa fatica.

Appare quasi un fiume in piena che fatica a stare dentro gli argini.  Il tutto deriva dalla stessa carica che aveva quando difendeva i pali delle porta amaranto e dalla voglia di dare una svolta alla sua carriera di direttore sportivo.

Far bene a Reggio è tra i suoi desideri più immediati.   E quando si tratta di comunicare preferisce farlo utilizzando parole semplici e facilmente comprensibili.

“Faremo una buonissima squadra” a titolo di garanzia per i tifosi. “per prendere venti giocatori ne dobbiamo contattare cento perchè c’è chi non vuole venire al Sud e chi vuole la B”.

E non è finita, dato che si è trovato ad aggiungere: “il mercato di C chiude una settimana dopo quello di A e B e in quel periodo i calciatori li regaleranno”.

Reggina: quattro tasselli cercasi

Tutte parole che non si pongono il problema di mascherare la strategia.   Così come nelle idee del ds c’è l’idea di reperire, prima di ogni altra cosa, quei calciatori che serviranno a comporre la spina dorsale dello scacchiere di Roberto Cevoli.

Taibi, infatti, da subito si è posto l’obiettivo di reperire un portiere, un difensore centrale che dia solidità al reparto arretrato, un centrocampista in grado di agire davanti alla difesa e e un attaccante di valore.

E la così detta spina dorsale che farà da base alla nuova Reggina che, nel frattempo, andrà a prenotare i migliori giovani da ottenere in prestito.  Per gli altri over, a quanto pare, ci sarà ancora da aspettare. Taibi, però, sembra davvero determinato a far bene.  In fondo dice di avere un conto in sospeso con Reggio Calabria di diciassette anni.