Seconde squadre Serie A in C: un’opportunità per il calcio italiano o una scelta che può minare il sistema?  La Figc l’ha ritenuta una misura immediata da attuare.  Effetti di un vero e proprio Tzunami che ha travolto il calcio del Bel Paese dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018.  Con buona pace della Lega Pro che avrebbe preferito un’istituzione meno traumatica. Difficile, però,  fornire una risposta prima di mettere in atto un modello che funziona da altre parti in Europa, ma che potrebbe essere poco “esportabile” in Italia.  Quello che per il momento, però, sembra profilarsi è uno scenario diverso . Le formazioni di Serie A sembrano aver acquisito un po’ di freddezza rispetto alla prospettiva di formare i propri secondo team in maniera immediata.

Secondo quanto filtra dagli ambienti diversi club, tra cui quelli più importanti, starebbero facendo pressione sulla Federcalcio affinché l’ipotesi venga riproposta soltanto a partire dalla prossima stagione.

Seconde squadre Serie A: problemi organizzativi per le big

 Juventus, Inter, Napoli, Roma, Atalanta e Torino non sarebbero convinte dell’ipotesi di formare le proprie formazioni già in questa stagione.  Il regolamento appare troppo approssimativo e, ad oggi, permane un clima ostile da parte di buona parte del calcio italiano rispetto all’idea.  In particolare la Serie B non gradirebbe accogliere nel proprio organico un’eventuale squadra, tra queste, che riuscisse a raggiungere la promozione partendo dalla terza serie.   Quello che sta filtrando è che però la Figc potrebbe non accogliere la richiesta di proroga.  Anche perché si vuole uscire dall’impaccio dal dover fare i conti con una terza serie che faticherà a trovare sessanta squadre per dare vita ai tre giorni.

Seconde squadre Serie A: lo scenario sta cambiando

Com’è noto le seconde squadre hanno un bando dedicato per accedere al campionato di Serie C.  Possono schierare solo squadre giovani con al massimo un paio di fuori quota. Per stilare chi ha più diritto di altre si tiene conto di diversi parametri tra cui l’incidenza dei propri vivai nelle convocazioni per le varie nazionali giovanili italiane.   Attualmente le gerarchie risultano piuttosto chiare. Qualora, però, la Federazione decidesse che la stagione 2018-2019 dovrà necessariamente essere quella delle seconde squadre potrebbe esserci un ribaltone.  A formarle potrebbero esserle altre squadre di massima serie, ma che sono indietro nella graduatoria? Presto si avrà la risposta, ma ancora una volta sembra esserci molta confusione.