Sasà Soviero alla Reggina ci ha giocato solo una stagione e neanche interamente da titolare.
Eppure la traccia che ha lasciato risulta assai visbiile sia tra i tifosi della Reggina, sia a livello nazionale che ricordano il memorabile alterco con Del Piero in quella partita gli amaranto di Mazzarri vinsero contro l’imbattibile Juventus di Capello.

Oggi fa l’allenatore dopo un’esperienza con la Palmese (quella campana) ha detto di preferire lavorare nella sua scuola calcio ed allenare i portieri.

Ai microfoni di stadiosport.it non le ha mandate a dire a nessuno.

“Oggi si allena perchè la gente è amica del presidente, questa la definire prostituzione professionale. A formare i giovani è gente che non sa dove sta di casa il pallone, perché il calcio non si impara sui libri. Una volta i giovani dovevano faticare per giocarei n C, oggi per ridurre i costi si mandano in campo e allo sbaraglio. Manca la figura del direttore sportivo, soprattutto nei settorei giovanili, ma questa figura è stata soppiantata dai procuratori o da presidente manager privi di competenza adeguata”.

E sull’attuale momento del calcio italiano: ‘Occorre ripartire dai settori giovanili, togliendo gli amici degli amici dal calcio. Quando ho fatto il corso a Coverciano c’erano fruttivendoli e pescivendoli che, dopo aver giocato in Prima Categoria, in tre anni sono arrivati a dirigere il settore giovanil edel Napoli. Servono persone qualificate”.

E poi spazio alla Reggina: “Per vincere i campionati serve qualità. Farlo con una banda di ragazzini può succedere ogni 20 anni, non si può improvissare”.