Partiamo da un presupposto: ancora non è stato fatto nulla.   Si è fermi alle sensazioni e, salvo clamorose sorprese, difficilmente la Reggina potrà lottare per vincere il prossimo campionato.

E’ innegabile, però, che lo scetticismo che ha accompagnato le primissime mosse dalla scorsa stagione sia stato rimpiazzato da un sentimento che assomiglia molto alla curiosità.

L’innesto di una professionalità come quella di Massimo Taibi sembra aver risvegliato la voglia di parlare dell’universo amaranto senza riempire le parole di scetticismo.

C’è chi lo ricorda in maniera negativa per qualche incomprensione del passato, chi non gradisce l’eccessivo amarcord e chi confida che il suo essere conosciuto nel calcio possa essere una risorsa.

Il fatto che si stia scegliendo un allenatore reduce da una stagione positiva e non uno in cerca di rilancio certifica che, seppur in minima parte, le ambizioni sono cambiate.

Il solo accostare nomi come quello di Rolando Bianchi anima il popolo che si spacca, comunque, tra favorevoli e contrari.

Comunque vada si ha la sensazione che si abbia voglia di parlare di calcio, senza spingersi in dietrologie.

Un passo in avanti importante che potrebbe essere il motore di un risveglio dell’affetto di città e provincia nei confronti di una squadra che ha vissuto l’ultima stagione da “invisibile” sul proprio territorio.