Era il 1998-99.  In pochi immaginavano che quella stagione, per la Reggina, non sarebbe stata come tutte le altre. Era esattamente l’estate che avrebbe portato al viaggio che portava dritti per la prima volta in Serie A ed erano anche anni in cui gli stranieri venivano accolti con entusiasmo.

Fu così anche per Carlos Alberto Yaquè, attaccante che Gabriele Martino scovò nel Ferrocarril e venne presentato in pompa magna.  Per una società di B era un lusso.

Peccato che la sua esperienza in amaranto durò pochissimo: giusto il tempo di esordire in Coppa Italia e di mangiarsi un gol clamoroso all’esordio a Lecce.

Poi di lui se ne persero le tracce: c’è chi dice che fu vittima della nostalgia, chi che ebbe problemi familiari e fu costretto a tornare in Argentina e chi addirittura sostiene che scappò quando a casa sua a Reggio, senza autoclave, non arrivava acqua.

Tra il serio ed il faceto, tra una leggenda une metropolitana e l’altra, il suo addio fece da apri-pista agli arrivi di Possanzini, Artico e Tomic che, in un certo senso, la storia della Reggina l’hanno cambiata.

Yacquè ha proseguito la sua carriera in Argentina ed oggi fa l’agente di calciatori anche ad alto livello.

Nei mesi scorsi è stato protagonista della trattativa che, tra qualche mese, porterà Lautaro Martinez all’Inter.

 

 

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