Riguardo alla Reggina di questa stagione si possono dire tante cose, ma c’è un dato oggettivo incontrovertibile.

La rosa a disposizione di Agenore Maurizi  è la squadra più giovane del campionato. In molte circostanze si è assistita ad una squadra che si è addirittura presentata in campo con sette “under”.

Più volte è stato sottolineato come questa sia una scelta societaria dettata dalla necessità di monetizzare attraverso i premi di valorizzazione dati dalla Lega e elargiti proporzionalmente al minutaggio dei giovani.

Questo è un momento difficile, in cui le critiche sono pesanti.

La Reggina, intesa come squadra, potrebbe trarre beneficio da quella che è la situazione attuale o comunque attutire il colpo.

Non è stato sottolineato come, attualmente, la squadra sia quasi risparmiata dal vortice di opinioni negativi nei confronti di quanto si sta sta facendo.

I bersagli attualmente sono la proprietà e l’allenatore.   Proprio a chi tiene le fila, da parte dei sostenitori, viene imputato di non aver ancora esonerato un tecnico che più volte ha dato l’impressione di aver perso il controllo della situazione e di non essere in grado di riportare la barca in porto.

Una situazione che di fatto potrebbe delegittimare chi sta al timone, ma ai giocatori è stato chiarito dalla rivoluzione di gennaio che non ci sarà modo di mettere in discussione chi sta in panchina. Come se non bastasse il contratto già firmato per la prossima stagione.

I giocatori contro la Casertana hanno dunque la possibilità di godere di una certa immunità determinata dall’effetto parafulmine che si è creato.

Quello che, quando provocato volontariamente, viene considerato una virtù di allenatori come Mourinho, che accentrano su di se l’attenzione mediatica.

Di questi la Reggina si appella a tutto.