di Pasquale De Marte – La Reggina è riuscita a guarire la sua “pareggite”.  Lo ha fatto nel peggiore dei modi, iniziando a perdere con regolarità (tre volte nelle ultime quattro).   A Catania era quasi normale che fosse così.

Non lo è invece che che si sia assistito alla solita prestazione priva di qualsivoglia spunto che autorizzi ottimismo per il futuro.

Errori difensivi, incapacità di porre rimedio alle difficoltà tattiche,  totale latitanza di idee di gioco e solo tanta, tantissima, voglia, di ogni tifoso di cessare la visione dell’ennesimo scempio.

Quei cinque minuti di illusorio ritorno in partita hanno contribuito ad innalzare i livelli di nervosismo di chi tiene alla causa.

La Reggina è in linea con l’obiettivo.  E’ la realtà dei fatti  Ma ci sono obiettivi e ci sono trend: quello attuale ha numeri terrificanti e sta spingendo sempre più verso il basso la squadra.

2 vittorie nelle ultime diciotto giornate.  E le statistiche raccontano solo una parte della verità, perchè oggi la squadra appare in difficoltà tecnica, tattica e ambientale. 

E su quest’ultimo aspetto non giocano a favore dei colori amaranto le parole del tecnico con cui si sottolinea che dalla prossima andranno in campo calciatori in grado di prestare più attenzione.

Ci si augura che chi è andato in campo non sia permaloso, anche perchè sarà difficile, a mercato chiuso, fare nuovamente tabularasa della rosa.

Giovedì sera  al Granillo si deve battere la Casertana,.  Inutile sottolineare che occorre vincere a tutti i costi.  Oggi non esiste un’idea sul come si possa pensare di battere un avversario che, come la Reggina, ha cambiato tanto nel mercato di gennaio.

La differenza è che i campani hanno rivoltato la squadra come un calzino con successo e, ad onor del vero,  forse anche con possibilità economiche diverse.

Ora serve davvero che qualcuno faccia qualcosa.   Prima di soffermarsi su aspetti che esulano dal calcio giocato, bisogna salvare la categoria.

La gente ha già scelto l’esonero del tecnico come strada da intraprendere.   Per il terzo anno consecutivo chi sta in sella non viene messo in discussione dalla proprietà, l’augurio è che anche stavolta abbiano ragione i vertici.

L’idea che si sia assistendo inermi a quest’onda che sta travolgendo la Reggina inquieta.

Serve che la squadra batta la Casertana e ci si si affidi alla buona sorte, dato che oggi  c’è quasi la convinzione che per vincere qualche partita si necessiti dell’intervento di qualcosa di metafisico.

Il calendario, soprattutto nelle ultime partite, sembra un salvagente importante per qualsiasi squadra che abbia motivazioni da far valere su avversari che potrebbero avere la pancia piena.

Questa Reggina non può, però, dormire sugli allori.

E ci mancherebbe altro.