La Reggina va a Catania con pochissime possibilità di ottenere punti secondo i pronostici. A volte capita che Davide batta Golia e, ad onor del vero, è già successo all’andata e questo non fa che diminuire le possibilità statistiche che questo possa ripetersi.

Gli amaranto corrono il rischio di andare incontro ad una brutta figura, se dovessero presentarsi con spocchia o deconcentrati al Massimino.

Le ultime prestazioni non regalano molto spazio all’ottimismo, sebbene il “non gioco” espresso dalla Reggina negli ultimi tempi potrebbe rendere complicata la vita ad una squadra che, come il Catania, sarà chiamata a fare la partita.

Difficile sottovalutare l’avversario perchè lo si è battuto all’andata.    Soprattutto perchè non va dimenticato che dopo quindici minuti si poteva già essere sotto quattro a zero.

Davanti ci si troverà una squadra fatta di nomi altisonanti per la categoria e che punta ancora a contendere la vittoria finale del torneo al Lecce.

Contro la Sicula Leonzio dopo tante gare giocate con il 3-5-2 è passata alla difesa a quattro, anticipando la possibilità che per la prima volta dopo tanto gli amaranto potrebbero trovarsi una squadra che non gioca a specchio.

Il cambio di modulo è costato il posto a Porcino, sempre titolare quando si è avuta la necessità di giocare con un quinto a sinistra.

Per dare la dimensione della forza dell’organico etneo basta prendere atto del fatto che i titolari del terzetto di centrocampo spesso sono Mazzarani, Lodi e Biagianti e non trova spazio da titolare Rizzo.
Stesso destino in atttacco per calciatori come Russotto e Ripa.