di Pasquale De Marte – La Reggina presto potrebbe davvero avere degli acquirenti.  Non per una quota di minoranza, ma per il pacchetto di maggioranza. E’ presto per parlare di trattative dato che manca ancora il contatto diretto tra chi vuole acquistare e la famiglia Praticò, ma c’è un gruppo di mediatori che sta sondando il terreno per capire quali possono essere i margini d’investimento a Reggio Calabria.

Lo scetticismo dei tifosi della Reggina è una logica conseguenza di tante voci che si sono alternate negli ultimi anni. Va ricordato però che gli australiani esistevano sul serio e a far saltare tutto era stata la situazione debitoria del precedente corso societario.

Ma se l’Akragas, con due piedi in Serie D, continua ad essere nel mirino di un gruppo iraniano, potrebbe essere inopportuno peccare di pessimismo..

Oggi c’è un elemento in più e che conferma le indiscrezioni emerse da qualche settimana.   I mediatori, nei giorni scorsi, hanno chiesto ed ottenuto un incontro con il Sindaco Falcomatà.

Bando ai facili entusiasmi: la fase è per ora solo interlocutoria.

Una riunione esplorativa finalizzata ad illustrare quello che potrebbe essere un progetto da presentare a degli imprenditori (esteri e italiani) che si sono riuniti in una cordata (o forse più d’una) e che attraverso un  cospicuo investimento sono disposti a fare calcio in Italia.

Reggio Calabria ha delle carte in più da giocare rispetto a piazze concorrenti: le potenzialità (inespresse nelle ultime stagioni) del bacino d’utenza,  uno stadio “ristrutturabile” con l’area circostante , un centro sportivo e la possibilità di trovare terreno fertile in eventuali politiche “sociali” per giovani e non.

Sotto la lente d’ingrandimento è finito anche il fatto che investire in una Città Metropolitana potrebbe generare l’opportunità di investimenti  paralleli anche nell’ambito di attività produttive sul territorio cittadino

I professionisti hanno chiesto di conoscere con dovizia di particolari la questione relativa al bando che, a breve, sarà emanato per aggiudicarsi la concessione del S.Agata fino al 2020 e i beni immateriali della Reggina Calcio (questione quest’ultima marginale, a quanto pare). Interfacciarsi, infatti,  con una figura di spicco della politica amministrativa  del luogo sarà probabilmente servito a capire se realmente all’orizzonte possano palesarsi eventuali concorrenti per l’aggiudicazione di quello che è il “piatto più ricco” della vicenda.

La prospettiva di attirare capitali esterni in città stuzzica e non poco il Sindaco che ha inteso, eventualmente, sottolineare come eventuali investimenti saranno ben accolti e chiunque dovesse arrivare sarà messo nelle condizioni di lavorare nelle migliori condizioni possibili.

Quattrini che sarebbero ovviamente  anche il preludio di un rilancio del progetto societario e sportivo perché dopo anni di difficoltà è ora che la Reggina torni a buoni livelli.

Finito il tempo di fare i conti senza l’oste sarà però il momento di un contatto vero e diretto con la parte cedente con la quale andrà trovato un accordo, dopo la presa visione dei “libri contabili”.

Si potrà parlare di inizio della trattativa concreta solo dopo che, attraverso il versamento di una probabile caparra, la cordata presenterà un’offerta avendo contezza della situazione dei bilanci.

Per il momento non è arrivata nessuna proposta concreta, ma è attesa nelle prossime settimane e potrebbe davvero chiudersi tutto in poco tempo.