La Reggina nel doppio impegno casalingo contro Racing Fondi e Virtus Francavilla si è fatta notare per la mancanza di soluzioni offensive.

Si tratta di un ritornello imparato a memoria, ma sol perchè imparato a menadito grazie al giudizio del campo.

E’ innegabile che l’ingresso di Tiziano Tulissi abbia smosso qualcosa.   Mettere un giocatore tra le linee ha portato una variante tattica che, persino nello schieramento stretto degli uomini di D’Agostino, è riuscito a dare un po’ di vivacità che ha generato qualche scambio e possibilità di conclusione.

Ogni tanto si è visto un giocatore cercare finalmente l’uno contro uno.  Un calciatore frizzante su cui appoggiare le sponde degli attaccanti.  E poco importa se in venti minuti di impiego (scarsi) non sia arrivata neanche una giocata risolutiva, forse giocandone novanta le possibilità sarebbe potuto essere di più.

Giocare con Tulissi, però, si traduce nell’automatica rinuncia ad un mediano.  Scelta più giusta contro squadre che avevano rinunciato a giocare, ma forse poco saggia contro avversari che attendono la Reggina.

Prima il Cosenza, poi il Trapani.  Formazioni di qualità superiore, con i quali una certa rinuncia alla proposizione offensiva potrebbe avere un senso.